Il qui ed ora

Il qui e ora
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Giulia Uberti

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Nulla esiste tranne il qui e ora.

Bruce Lee

Il concetto di tempo permea tutti gli ambiti della nostra esistenza. È stato ed è tutt’oggi oggetto di attenzione da parte della scienza, della fisica, della letteratura e di molte altre discipline. 

L’uomo ha creato il concetto di tempo per scandire la propria vita, per darsi dei ritmi, per organizzarsi e per valutare l’andamento delle cose. 

Così come in tanti altri ambiti, anche quando si parla di mindfulness non si può trascurare il fattore tempo. Anzi! Il tempo e, in particolare, il tempo presente occupa un ruolo fondamentale all’interno di questa disciplina. 

Ed è, quindi, fondamentale comprendere a che cosa ci si riferisce con il termine qui ed ora in quanto questo torna spesso e permea ogni pratica formale ed informale. 

Cos’è il qui ed ora 

Hic et nunc … Qui ed ora … o in maniera più “semplice” presente.

Quando ci si trova a parlare di mindfulness è impossibile allontanarsi dal concetto di presente o come viene meglio definito durante le sessioni di mindfulness il qui e ora. 

A mio avviso questo termine rende più facile capire cosa si intende per presente e il messaggio che si vuole trasmettere quando si chiede alle persone di rimanere in questa porzione di tempo che è così difficile da definire perché estremamente volatile e intangibile. 

Qui ed ora significa in questo luogo e in questo momento, ovvero nella situazione in cui mi sto trovando in questo momento, così com’è, senza un obiettivo prefissato ma semplicemente essere nella situazione che sto vivendo.

Ad esempio, mentre scrivo questo articolo sono sul divano, sono le 13.07 di un giovedì mattina. Questo è il mio qui e ora, niente di diverso, solo questo. 

Il qui e ora nella mindfulness

Quando, durante le sessioni di mindfulness, si fa riferimento a questo concetto si chiede alle persone di “controllare” semplicemente quale sia la condizione in cui si trovano in quel momento sia a livello fisico (qui) ovvero il luogo in cui sono sia a livello temporale (ora) come ad esempio che momento della giornata è, cosa sta succedendo ecc. 

Questo può sembrare un concetto molto banale ma nella mindfulness è di fondamentale importanza perché difficilmente la nostra mente durante la giornata si trova nello stesso posto del nostro corpo. 

Spesso, infatti, mentre stiamo svolgendo delle attività quotidiane il nostro corpo si trova in un determinato luogo e in un preciso momento ma la nostra mente può essere molto lontana dal corpo.

Pensiamo, ad esempio, a quando guidiamo oppure siamo sui mezzi per andare al lavoro. Il nostro corpo è fisicamente sul mezzo di trasporto e nel “presente” ma la nostra mente può essere in un posto completamente diverso. Verosimilmente staremo pensando al luogo in cui siamo diretti, oppure agli impegni che ci aspetteranno durante la giornata o ancora a se abbiamo chiuso casa o se ci siamo ricordati di spegnere le luci prima di uscire. 

In questo momento la nostra mente non è né nello stesso luogo né nello stesso tempo del nostro corpo e questo è solitamente il suo normale funzionamento. 

Ciò che insegna la mindfulness è, invece, trovare una sintonia tra ciò che stiamo sperimentando all’esterno, nel nostro corpo e nella realtà che ci circonda, e ciò che succede nella nostra mente. 

Ma vediamo ora che cosa distingue i tempi della nostra mente e quali sono le specifiche caratteristiche e meccanismi associati ad ognuno.   

Cosa distingue il presente dal passato e dal futuro? 

Il concetto del presente è molto più difficile da definire rispetto a quello di passato e futuro, è molto più volatile, breve, effimero ma anche molto più permeante e denso di significato. 

Presente è adesso, adesso, adesso ancora ma quello che era fino a un attimo fa il mio presente ora è passato. 

Nello scrivere questa breve frase ho vissuto infiniti presenti diversi e nel momento in cui me ne rendo contro questo non è più presente. 

Il presente è molto importante e ricopre un ruolo fondamentale così come anche il passato e il futuro. 

Il passato e il futuro

Il passato e il futuro sono due momenti con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Durante ogni giornata la nostra mente è impegnata a fare liste rispetto a ciò che dovremmo fare, a pensare a vari appuntamenti e impegni che ci aspettano, a valutare a che punto siamo rispetto ai nostri obiettivi portando così la nostra mente nel futuro. Oppure, riflettiamo su ciò che abbiamo passato, rimpiangiamo le attività che non siamo riusciti a svolgere o riviviamo una situazione mille volte cercando di capire cosa avremmo potuto fare diversamente. 

Questi sono atteggiamenti naturali della nostra mente funzionali alla nostra sopravvivenza e alla possibilità di riuscire a raggiungere i nostri obiettivi. Tuttavia, queste modalità spesso si associano a sentimenti di ansia o di preoccupazione oppure di rimpianto o rimorso che possono creare tensioni, stress e spiacevoli sensazioni fisiche.

Inoltre, quando la nostra mente è nel passato o nel futuro segue una modalità del “fare” che è principalmente guidata da un pilota automatico basto sulle esperienze passate e sulle strategie che abbiamo acquisito. Questo tipo di meccanismo da un lato consente il risparmio di energie al nostro cervello e al nostro corpo ma può più facilmente indurci in errore quando il compito varia da altri apparentemente simili che abbiamo vissuto in passato. 

In questa modalità la nostra mente è costantemente attiva e orientata verso la produttività e la quantità e spesso questo può portare all’esaurimento. 

Il presente

Il presente, al contrario, è caratterizzato dalla modalità di ”essere” che permette alla mente di sperimentare uno stato di calma.

In questa modalità l’esperienza che viviamo è mediata principalmente dai nostri sensi e non dalla nostra mente. 

Quando la nostra mente agisce in parallelo al nostro corpo nel presente, proviamo un diverso modo di rapportarci alla realtà, più pieno e denso di esperienza caratterizzato da un modo più genuino di vivere ciò che sta succedendo. 

Inoltre, rimanere nel presente permette di interrompere quegli automatismi della mente che spesso possono trarci in errore e di vedere le problematiche e le situazioni da una prospettiva differente, arrivando spesso a soluzioni creative e inaspettate. 

Perché è importante “vivere nel presente” 

Come abbiamo già visto, l’essere nel presente porta la mente a sperimentare uno stato di calma, permea l’esperienza di un significato diverso e interrompe gli automatismi della mente. 

Ma vi sono numerosi altri benefici associati a questa modalità di affrontare alla realtà. 

I benefici del rimanere nel presente

In primis, nel momento in cui la mente e il corpo entrano in sintonia, si sperimenta una sensazione di integrità che consente di diventare più consapevoli di ciò che avviene nel nostro corpo e nelle sue varie parti riuscendo anche a percepire in maniera diversa le tensioni e le sensazioni fastidiose che sperimentiamo. 

Si diventa più consapevoli anche dei propri stati mentali, delle emozioni sperimentate e dei pensieri che sono all’interno della propria mente e di come questi pensieri possono attivare determinate sensazioni nel corpo. 

Il rapporto con la realtà esterna cambia si guardano le esperienze da una diversa prospettiva, sperimentando in maniera diversa ciò che si vive, approcciandosi alla realtà usando tutti i nostri sensi e riuscendo a sperimentare in maniera più profonda le sensazioni percettive. 

Quando si “vive nel presente” i suoni, i colori, gli odori, le sensazioni tattili e anche i gusti assumono una valenza diversa. Spesso possiamo notare aspetti della realtà e degli oggetti con cui ci rapportiamo che non avevamo mai notato prima oppure vederli in maniera diversa e più “reale”. Questo solitamente perché, quando ci approcciamo ad un oggetto o a una situazione, il nostro cervello richiama alla mente, situazioni analoghe e le paragona con ciò che stiamo vivendo attribuendogli in maniera automatica una valenza positiva, negativa oppure neutra. 

Questo, come altri meccanismi della mente, è un processo che semplifica la nostra esistenza ma semplificandola ci porta inevitabilmente a perderne dei pezzi. 

Riscoprire la realtà nel presente invece ci permette di approcciarci a ciò che stiamo vivendo come se fosse la prima volta, basandoci solamente su ciò che sperimentiamo in quel momento e non su ciò che abbiamo già provato o che ci aspettiamo di provare. 

Come si fa a rimanere nel qui e ora 

Ora che abbiamo parlato di quali possono essere i benefici del vivere nel presente, viene naturale chiedersi come poter raggiungere questo stato della mente. 

Il primo passo è trovare delle “ancore” ovvero degli aspetti del nostro corpo o della realtà circostante che possono appunto fornire dei punti di ancoraggio per rimanere aggrappati al momento presente anche quando la nostra mente cerca di viaggiare verso altri momenti del tempo. 

Le ancore del presente

L’ancora più potente ma anche quella più facile da utilizzare è il nostro respiro, un elemento che abbiamo sempre a disposizione e a cui possiamo rivolgerci ogni volta che lo desideriamo. 

Portare attenzione al nostro respiro, oltre a calmare sia la nostra mente che il nostro corpo, ci permette immediatamente di fermarci nel momento presente. 

Un’altra ancora molto potente è il nostro corpo e in particolare i nostri piedi, portare attenzione alle piante dei piedi e all’appoggio che percepiamo sotto di essi, ad esempio, permette di entrare nel tempo del qui ed ora e sganciarci dagli automatismi della mente. 

Questo sono solo alcune delle ancore che abbiamo a nostra disposizione ma la scelta è pressoché infinita. Fondamentale è scegliere un aspetto del corpo, della realtà o anche un mantra che ci permetta di tornare al qui ed ora nel momento in cui vi portiamo un’attenzione consapevole. 

In questo senso, la mindfulness viene in nostro aiuto in quanto l’insegnamento che intende trasmettere è proprio questo quello di portare consapevolezza a quello che viviamo senza attribuirgli alcun giudizio ma prendendo le cose per come sono. 

Inoltre, la mindfulness oltre a insegnare diversi esercizi per rimanere nel momento presente durante le pratiche formali insegna anche a integrare questa modalità di esperire la realtà durante tutta la giornata utilizzando le pratiche informali.

Conclusione 

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo, spero che tu abbia più chiara ora l’idea di presente e del perché sia importante imparare a rimanere nel qui ed ora.

Se questo articolo ti ha incuriosito e vorresti provare a sperimentare alcune delle modalità citate utilizzando la mindfulness o se stai valutando la possibilità di intraprendere questo percorso, allora ti invito a dare un’occhiata alle diverse categorie presenti sul mio sito. 

Nella sezione Introduzione alla mindfulness potrai trovare articoli di carattere generale su cos’è la mindfulness, sulle varie pratiche che vengono messe in atto durante le varie sessioni e tanto altro ancora. 

In Tecniche di mindfulness troverai consigli e suggerimenti su come migliorare lo svolgimento dei tuoi esercizi o risolvere alcune delle difficoltà che potresti incontrare. 

Infine, nella categoria Mindfulness applicata potrai approfondire gli ambiti di applicazione della mindfulness e i vari protocolli che sono stati sviluppati per affrontare specifiche problematiche. 

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