Perché iniziare a praticare?

Perché iniziare a praticare?
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Giulia Uberti

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Hai sentito parlare di mindfulness e ti stai chiedendo se e perché dovresti iniziare a praticare? Sei curioso di iniziare un percorso di consapevolezza ma non sai esattamente di cosa si tratti e se possa essere adatto per te? 

Ottimo! Se queste sono le domande che ti hanno portato qui oggi, questo articolo fa proprio al caso tuo. 

Il mio obiettivo, oltre che spiegarti brevemente che cosa sia la mindfulness, è quello di elencarti alcuni dei motivi per cui le persone iniziano solitamente un percorso di questo tipo e i vantaggi che si possono ottenere. 

In più, ti offrirò delle indicazioni generali su alcuni aspetti essenziali per iniziare questo percorso, così che tu possa prendere questa decisione il più consapevolmente possibile. 

E se, alla fine, deciderai di voler iniziare il tuo viaggio di consapevolezza ci saranno dei pratici e spero utili consigli ad aspettarti. 

Perché iniziare a praticare? Le motivazioni

Perché iniziare a praticare? Le motivazioni

Ci sono diversi motivi che avvicinano le persone alla pratica della mindfulness.

Alcuni sono semplicemente curiosi.

Soprattutto negli ultimi anni questa disciplina ha preso molto piede ed è normale che questa diffusione porti le persone a voler approfondire l’argomento. 

Se questo è il tuo caso, il mio consiglio è quello di leggere il mio articolo Cos’è la mindfulness? per avere una panoramica completa a riguardo e soddisfare così a pieno la tua curiosità.

Altre motivazioni che possono riguardare problemi legati al benessere psicofisico come, ad esempio, difficoltà ad addormentarsi, frequenti e persistenti periodi di stress oppure stati ansia e agitazione. 

Altre persone si avvicinano alla mindfulness con l’obiettivo di migliorare il proprio equilibrio vita-lavoro. Ad esempio, per essere più concentrati e produttivi oppure per non venire oppressi dalle preoccupazioni e le scadenze che riguardano la propria professione o la propria vita privata.

Altri ancora possono essere interessati a questa pratica perché desiderano intraprendere un percorso di crescita personale. In questi casi solitamente l’obiettivo è quello di acquisire maggiore consapevolezza riguardo se stessi, a come si affrontano i problemi, le relazioni e altre situazioni della vita di tutti i giorni. 

Infine, l’interesse per la mindfulness può essere dettato da problemi più specifici come situazioni di dolore cronico, una storia di disturbi depressivi, complicazioni mediche come infarti, tumori, disturbi alimentari o disturbi da deficit di attenzione e iperattività. 

In questi casi è anche possibile che a consigliare un corso di mindfulness sia stato il proprio medico di base o uno specialista ma che le persone siano scettiche su come questa pratica possa aiutarle e che vogliano quindi documentarsi approfonditamente prima di intraprendere questo percorso. 

Qualsiasi sia il motivo per cui sei arrivato a porti questa domanda, spero che alla fine della tua lettura tu riesca a darti una risposta. 

Analizzeremo ora più nel dettaglio queste motivazioni e la risposta della mindfulness a riguardo.

Mindfulness per il benessere psicofisico 

Se il tuo obiettivo è ottenere un benessere psicofisico ecco alcuni dei motivi per cui questo percorso potrebbe fare al caso tuo. 

Rimanere nel presente

Solitamente, la nostra mente è abituata a vagare. Nella vita di tutti i giorni tendiamo a rivolgere il nostro pensiero agli impegni della nostra giornata, ai compiti che abbiamo da portare a termine, oppure ripensiamo a ciò che non abbiamo fatto o che avremmo potuto fare. 

In tutte queste situazioni, la nostra mente si trova quindi a viaggiare nel presente o nel passato. 

Fermiamoci a pensare … quante volte durante il giorno siamo davvero consapevoli di ciò che facciamo nel momento in cui lo facciamo? Probabilmente la risposta sarà molto poche. 

Tuttavia, questo è assolutamente normale e non c’è da colpevolizzarsi se succede. 

Con la mindfulness, però, possiamo imparare a concentrare la nostra attenzione su ciò che facciamo nel momento stesso in cui lo facciamo e questo può aiutarci in molteplici modi. 

In primis perché, rimanendo concentrati sul momento presente, raggiungiamo uno stato di maggiore integrità tra ciò che fa il nostro corpo e quello che fa la nostra mente.

Inoltre, tendiamo a ridurre i pensieri di rimuginio oppure ruminazione focalizzandoci solo su ciò che stiamo facendo nel presente. 

In più, usciamo da schemi mentali automatici e passiamo da una modalità del fare a una modalità dell’essere in cui il vivere l’esperienza predomina sull’idea che abbiamo di ciò che dovremmo eseguire. 

Stress

Un altro vantaggio riguarda la diminuzione di stati di stress. Per stress definiamo uno specifico stato di attivazione del nostro corpo che avviene quando ci troviamo a dover fronteggiare una situazione che percepiamo come pericolosa. 

Questo è un retaggio dell’evoluzione e serve per poterci difendere dai pericoli. Se per gli animali, però, questo particolare stato di allerta è attivato solo da stimoli minacciosi esterni, negli esseri umani può essere attivato anche da percezioni interne al nostro organismo.
Spesso, siamo noi a diventare i “nemici” di noi stessi e attiviamo il nostro meccanismo di allerta, se poi la minaccia non si risolve questo stato di attivazione diventa dannoso per il nostro corpo, fino a portarci quasi al collasso omeostatico. 

La mindfulness aiuta a ridurre questo circolo vizioso, allontanandoci da questi meccanismi dannosi e fornendoci una via di uscita. 

Ansia

Un simile meccanismo avviene anche per quanto riguarda gli stimoli ansiosi. L’ansia, infatti, è uno stato di attivazione adattivo che ci serve per affrontare le situazioni di pericolo, tant’è che in molti casi un adeguato stato di ansia è utile per affrontare il compito che troviamo davanti. 

Quando però questo meccanismo diviene disadattivo e non risponde a stimoli pericolosi allora può creare diversi problemi al nostro organismo. 

Anche in questo caso la mindfulness può essere utile per interrompere gli schemi di pensiero che portano ad un’attivazione ansiogena e a uscire da quegli schemi disfunzionali che sovraccaricano il nostro organismo. 

Mindfulness per il working-life balance 

Spesso le persone lamentano di sentirsi stressate sul posto di lavoro e di non riuscire a mantenere un equilibrio tra vita personale e professionale per via della continua pressione alla produttività e le preoccupazioni rispetto a ciò che sentono di dover fare e gli obiettivi da raggiungere. 

Ridurre le preoccupazioni

Questo è spesso dovuto al fatto che la nostra mente tende a viaggiare nel passato, pensando quindi a tutto ciò che avremmo potuto fare durante una giornata ma che non abbiamo fatto, oppure alla discussione avuta con il nostro capo o ancora ad una situazione difficile che abbiamo dovuto affrontare e che ha suscitato in noi emozioni di malessere. 

O viceversa, i nostri pensieri possono essere rivolti al futuro come ad esempio a quelle scadenze che ci aspettano o alla presentazione importante che dovremo affrontare o ancora, alla paura per una situazione di incertezza o al timore del futuro che ancora non sappiamo cosa ci riservi. 

Questi tipi di pensieri solitamente tendono ad alimentare degli stati di stress e ansia che, a loro volta, creano altri tipi di pensieri negativi instaurando così un circolo vizioso dannoso per la nostra salute psicofisica e per il nostro equilibrio. 

Quante volte, infatti, di fronte a un imprevisto sul posto di lavoro ci troviamo a notare che la nostra mente è finita a formulare pensieri catastrofici fino quasi a considerare la possibilità di un licenziamento? Ci sarà magari capitato che questi pensieri ci abbiano poi tormentato per tutta la giornata anche ben oltre il nostro orario di ufficio, compromettendo alcuni aspetti della nostra vita personale a causa del nervosismo e dei sentimenti negativi che hanno generato. 

La mindfulness in questi casi ci viene incontro, in quanto ci aiuta a ridurre il rimuginìo e la ruminazione allenando la nostra mente a focalizzarsi sul momento presente. 

Portando gradualmente la nostra concentrazione al qui e ora e a ciò che sta succedendo in ogni momento della nostra realtà lasciamo poco spazio a ciò che sta nel passato o nel futuro.

Inoltre, impariamo che alcuni tipi di pensieri possono suscitare in noi emozioni negative e grazie a queste consapevolezze diventiamo capaci di vedere ciò che accade nel corpo da una luce diversa e impariamo a disinnescare questi meccanismi disfunzionali nel momento in cui appaiono nella nostra mente. 

Produttività

Un ulteriore beneficio riguarda un miglioramento della produttività; concentrandoci sul momento presente riusciamo a migliorare la nostra concentrazione rispetto a quello che stiamo facendo. 

Quante volte ci sarà capitato di eseguire azioni che svolgiamo quotidianamente in maniera “automatica” e senza rendercene quasi conto? Scommetto che la risposta è “molto spesso”. 

La nostra mente infatti apprende alcuni tipi di azioni che svolgiamo tutti i giorni e le automatizza per renderci più efficaci e farci risparmiare energie cognitive. Questo meccanismo, chiamato pilota automatico è molto importante per certi aspetti della nostra esistenza ma in alcuni casi può portarci a compiere degli errori a causa della scarsa attenzione che stiamo prestando al compito. 

Diventando consapevoli del momento presente e delle azioni che svolgiamo momento per momento, riduciamo la possibilità di incorrere in questo tipo di errori di distrazione, risultando così anche più efficaci nei compiti che siamo chiamati a svolgere. 

Mindfulness come percorso di crescita personale 

La mindfulness può essere un utile alleato in un percorso di crescita personale

Uno degli obiettivi della mindfulness è, infatti, quello di portare consapevolezza a ciò che avviene nel momento presente, sia per quanto riguarda la realtà esterna sia per ciò che succede all’interno della nostra mente. 

Attraverso la pratica di consapevolezza saremo in grado, infatti, di riconoscere più facilmente i nostri pensieri, le nostre sensazioni e le nostre emozioni nel momento stesso in cui si manifestano. 

Inoltre, la mindfulness grazie al suo principio di attenzione non giudicante ci aiuta ad affrontare la realtà per come è, senza tentare di controllare ciò che succede e senza colpevolizzarci per i nostri sentimenti o i nostri pensieri. 

Questo approccio al presente, fa sì che impariamo ad accettarci per come siamo senza giudicarci o tentare di voler cambiare aspetti di noi a tutti i costi. 

Uno dei benefici che ne consegue è quindi un maggiore senso di sicurezza nei nostri confronti, unito ad una massimizzazione dei sentimenti positivi e una riduzione di quelli negativi. 

Inoltre, la pratica di mindfulness aiuta a riconoscere e prendersi cura delle emozioni negative, come paura e rabbia. Attraverso alcuni esercizi della meditazione di consapevolezza si impara, infatti, a ridurre i sentimenti di aggressività e a gestire in maniera migliore i conflitti, acquisendo uno stile di comunicazione più assertivo. 

Tutto questo porta anche ad avere relazioni migliori con le persone che fanno parte della nostra vita. 

Mindfulness come aiuto per patologie specifiche

Come abbiamo visto in precedenza, alcune persone possono essere invitate a intraprendere un training di mindfulness da parte dei professionisti. 

Negli ultimi decenni, infatti, la meditazione di consapevolezza è stata usata come prezioso aiuto in diversi settori della salute pubblica. 

Questo perché la mindfulness aiuta ad approcciarsi alla malattia e alla sofferenza in maniera totalmente diversa, considerandole come aspetti dell’esperienza presente, riducendo così le situazioni negative che si associano ad esse. 

Le numerose evidenze scientifiche, inoltre, confermano sempre di più l’efficacia della meditazione di consapevolezza nell’aiutare i pazienti a prendersi cura di se stessi mentre si trovano ad affrontare situazioni di malattia o problematiche fisiche. 

Tra i risultati più evidenti, questo tipo di meditazione è risultata efficace per prevenire le ricadute depressive, in particolare grazie al protocollo MBCT che combina il tradizionale protocollo per la riduzione dello stress alla terapia cognitiva. 

Il programma MBSR, invece, è risultato molto efficace nell’aiutare i pazienti ad affrontare stati di dolore cronico e diverse complicanze mediche come malattie cardiovascolari, tumori, ictus, malattie polmonari, ipertensione, cefalea, disturbi del sonno, malattie della pelle e AIDS.

Infine, la mindfulness può essere un prezioso aiuto anche per quanto riguarda i disturbi alimentari oppure il disturbo da deficit di attenzione e iperattività o ADHD. 

Come capire se il percorso fa per te 

Questi sono alcuni dei motivi per cui le persone potrebbero decidere di intraprendere un percorso di mindfulness. 

Il mio obiettivo qui non è convincerti a iniziare a tutti i costi un percorso di consapevolezza ma condividere con te il perché penso che questa pratica possa giovare a tutti ma in particolare a chi sente la necessità di trovare una risposta alle motivazioni sopra elencate.

Se, dopo aver letto i paragrafi precedenti pensi di essere interessato a intraprendere questo viaggio penso sia fondamentale che tu abbia altre informazioni riguardo la durata e i requisiti che questo percorso richiede. 

In questo modo spero che tu possa prendere una decisione che sia quanto più consapevole e, se deciderai di incamminarti su questa strada, tu sia davvero certo di ciò a cui stai andando incontro. 

Durata 

I principali protocolli di mindfulness prevedono 8 settimane di training, in cui a cadenza settimanale viene fatto un incontro di un paio d’ore con un istruttore formato alla pratica di mindfulness che insegna ai partecipanti i principali esercizi di consapevolezza e alcuni aspetti fondamentali della pratica. 

Questo è di solito il tempo che viene considerato necessario per poter sperimentare a pieno tutte le diverse pratiche, acquisendo così una conoscenza di come si svolgano e alcuni elementi chiave della mindfulness e di come questi possano essere introdotti nella propria vita. 

Tra un incontro e l’altro ai partecipanti è richiesto di eseguire quotidianamente gli esercizi svolti nell’incontro settimanale per sei giorni su sette in modo da consolidare gli insegnamenti appresi.

Motivazione e impegno 

Quando si decide di iniziare un percorso di mindfulness è fondamentale essere seriamente motivati e pronti a mettersi in gioco con impegno. 

Infatti, per consolidare la propria routine di mindfulness e integrarla nella propria vita è fondamentale ritagliarsi del tempo e impegnarsi a mantenere una costanza per tutta la durata del percorso. 

La mindfulness è un vero e proprio allenamento per la nostra mente e come qualsiasi allenamento per ottenere dei risultati è fondamentale impegnarsi nello svolgere al meglio gli esercizi necessari. 

Tempo 

Molte persone, nel decidere se iniziare un percorso di mindfulness si chiedono quanto tempo questo richieda. 

Come abbiamo visto prima, il training di mindfulness dura 8 settimane, ma la mindfulness diventa poi una vera e propria forma mentis che può essere portata avanti per tutto il resto della vita. 

Gli esperti della mindfulness raccomandano di ritagliarsi dai 30 ai 45 minuti da dedicare ogni ai propri esercizi di pratica formale ovvero a quegli esercizi strutturati che vengono insegnati durante i vari protocolli. A fianco a questi esercizi, vi sono poi le pratiche informali, ovvero attività che possono essere svolte durante le attività quotidiane. 

Serietà 

Nell’intraprendere un percorso di mindfulness, è importante scegliere dei professionisti che siano il quanto più formati e che incarnino serietà e competenza. 

Nel decidere come approcciarsi a questo mondo ci sono due possibilità: la prima è quella di affidarsi ad un istruttore partecipando a training di gruppo oppure contattandolo per un percorso individuale. 

La seconda ipotesi è quella di avvicinarsi a questa realtà da autodidatti, ad esempio affidandosi a libri, guide audio e podcast sull’argomento.

Qualsiasi sia la modalità che si sceglie è importante verificare le competenze e le credenziali di coloro che somministrano questi corsi o che rilasciano informazioni. 

Questo perché è possibile che durante il percorso di mindfulness emergano dei temi difficili da elaborare e affrontare. Avere di fronte una persona adeguatamente preparata e competente aiuta ad affrontare queste difficoltà e avere la certezza di essere al sicuro. Al contrario, chi non è adeguatamente preparato a risolvere queste problematiche rischia di compromettere il benessere psicofisico dei partecipanti al gruppo o alla seduta di mindfulness. 

Fiducia in se stessi 

Uno dei pilastri fondamentali della mindfulness è la fiducia

Questo aspetto è importante sotto molti punti di vista per il fatto che spesso quando ci si approccia alla pratica di consapevolezza l’obiettivo è quello di ottenere quanti più vantaggi possibili dal nostro percorso in tempi brevi. Questo sicuramente può accadere in alcuni casi ma, come si impara durante il percorso, ogni meditazione è a sé e ognuna differisce dall’altra significativamente. Ci saranno, quindi, anche dei momenti in cui sembrerà di non andare da nessuna parte, nonostante l’impegno e la dedizione e la tentazione, in questi casi, potrebbe essere quella di mollare. 

Avere fiducia in se stessi permette di non cedere di fronte a questi momenti di sconforto ma continuare il percorso arrivando quindi a raggiungere i risultati prefissati e ottenere i massimi benefici dalla pratica di mindfulness. 

Curiosità e capacità di farsi guidare in una nuova esperienza

Gli esercizi che vengono svolti durante i training di mindfulness, utilizzano azioni che siamo soliti intraprendere nella vita di tutti i giorni, come ad esempio respirare, camminare, mangiare ma l’approccio è quello di essere davvero consapevoli di ciò che stiamo facendo. 

Uno dei pilastri della mindfulness viene chiamato “mente del principiante”. L’atteggiamento con cui si dovrebbe affrontare ogni pratica è quello di curiosità e di novità, come se ci trovassimo a svolgere quella particolare azione per la prima volta. 

In questo modo si riuscirà ad uscire dalla modalità del fare che ci porta ad approcciarci alla realtà basandosi su precedenti esperienze, su credenze e idee preconfezionate per fare spazio alla modalità dell’essere, che si affida alle percezioni che derivano dai sensi e guardano ciò che arriva alla mente in quel particolare momento accettandolo per come è. 

Per poter far ciò è importante però affidarsi alla guida di qualcuno di esperto che ci aiuti a intraprendere questo viaggio e ci dia le indicazioni esatte per poter affrontare la realtà in questa nuova modalità. 

Conclusione

Spero che arrivato a questo punto tu abbia chiarito i tuo dubbi e possa decidere consapevolmente se un percorso di mindfulness può rispondere alle domande e agli obiettivi che ti stai ponendo in questo momento della tua vita. 

E spero che tu possa anche valutare a pieno se, in questo momento, sei disposto a prenderti l’impegno che questo tipo di percorso richiede sia in termini di tempo che di volontà di mettersi in gioco. 

Se invece vuoi approfondire alcuni aspetti che riguardano questa pratica puoi esplorare le diverse categorie presenti sul mio blog. 

Nella categoria Introduzione alla mindfulness, potrai trovare alcuni approfondimenti utili rispetto alle pratiche di mindfulness, alla disciplina in generale e le risposte ad alcune domande che magari ti stai ancora ponendo. 

Nella sezione Tecniche di mindfulness troverai alcuni suggerimenti e consigli utili per la tua pratica quotidiana, per affrontare quelle difficoltà che potrebbero insorgere o per costruire la routine di meditazione che più fa al caso tuo. 

Mentre, nella categoria Mindfulness applicata potrai approfondire i diversi ambiti in cui questa pratica viene utilizzata e i benefici che se ne possono trarre, con indicazioni specifiche anche sui diversi protocolli.

Inoltre, iscrivendoti alla mia newsletter riceverai in omaggio una pratica guida che ti aiuterà a definire i primi passi da compiere e alcune tracce audio che ti guideranno nella pratica di mindfulness insieme a tanti suggerimenti e consigli. 

Nel frattempo, io ti ringrazio per essere arrivato a questo punto e spero di rivederti presto!

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