Mindfulness e stress

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Giulia Uberti

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Ma come la mindfulness ci aiuta ad affrontare lo stress quotidiano?

Alzi la mano chi sa cosa significhi essere stressato. 

Sicuramente anche tu che mi stai leggendo avrai alzato la mano e potresti rispondermi che per te essere stressato significa essere teso, senza energie, nervoso, avere il mal di testa e altri sintomi sia fisici e cognitivi.

Ma chi è che davvero sa cosa significa la parola stress? E ancora, sai come lo stress si manifesta a 360 gradi e come reagisci ad esso? 

In questo articolo cercherò di dare una risposta a queste domande e di spiegarti quali sono solitamente le modalità di reazione allo stress e come la mindfulness può aiutarti ad agire in maniera differente per imparare a prenderti cura di te stesso e del tuo benessere. 

Cos’è lo stress 

La parola stress nasce in ambito industriale per definire le pressioni meccaniche a cui veniva sottoposto un oggetto. Selye, negli anni ‘50, l’ha utilizzata per la prima volta in ambito psicologico, per indicare una risposta automatica del nostro organismo per adattarsi alle richieste di cambiamento provenienti dall’ambiente esterno o dalla propria mente.

Inoltre, Selye ha distinto due tipi di stress: uno adattivo e necessario per la nostra sopravvivenza, chiamato eustress e uno patologico, definito distress

Dallo stress adattivo a quello patologico

Ogni giorno, siamo sottoposti a richieste sia da parte del mondo esterno che dalla nostra mente.

Ci poniamo obiettivi, abbiamo scadenze e obblighi da rispettare, formuliamo aspettative su come dobbiamo essere, su come dobbiamo apparire e sui risultati che ci aspettiamo di raggiungere.

Questo modo di porci nei confronti di noi stessi e di ciò che ci circonda da un lato ci porta a progredire e avanzare nel nostro percorso di vita ma porta con sé una buona dose di stress.

Quando questo succede, il nostro corpo entra in una fase di allarme, si attiva e dà il via a una serie di cambiamenti utili a raccogliere energie per far fronte alla situazione. 

Il battito cardiaco e il nostro respiro accelerano per portare più ossigeno ai muscoli, il sistema muscolare e il metabolismo vengono potenziati, l’attenzione e la concentrazione aumentano per potersi focalizzare su quanto dobbiamo affrontare. Per garantire sufficiente energia a queste parti del nostro corpo vengono inibiti tutti quei sistemi che, solitamente, consumano la maggior perte delle riserve energetiche e che, in quel momento, non sono utili al raggiungimento dell’obiettivo come quello digestivo, sessuale e immunitario. 

Nel momento in cui rispondiamo prontamente alla richiesta iniziale, il corpo torna alla sua condizione iniziale, recuperando le energie consumate fino a quel momento. 

Quando, però, le richieste dell’ambiente superano le nostre risorse, la fase di allarme perdura e lentamente le nostre energie vanno ad esaurirsi. Questo è ciò che definiamo stress patologico e  indica un sovraccarico del nostro sistema corporeo sia a livello fisico che psicologico.

A livello fisico, possono emergere dei sintomi che riguardano il corretto funzionamento di alcuni organi come, ad esempio, le capacità digestive o immunitarie oppure problematiche organiche come ulcera, colon irritabile ecc. 

Il ciclo di reazione allo stress

Quando ci troviamo a fare i conti con lo stress patologico, spesso mettiamo in atto una serie di azioni con l’idea di riuscire a ridurlo o tenerlo sotto controllo. 

I comportamenti più diffusi di reazione alle situazioni stressanti riguardano la negazione del problema, un aumento dell’attività lavorativa o altri tipi di attività, l’abuso di sostanze come alcol, caffeina, nicotina oppure cambiamenti della propria alimentazione, rifugiandosi nel cibo oppure privandosene.

Tutti questi comportamenti, apparentemente, sembrano offrire sollievo e una percezione di controllo rispetto alla situazione stressante ma nel lungo termine, non solo non risolvono il problema ma rischiano di innescare un ciclo autoalimentante che va a intaccare ulteriormente il proprio benessere psicofisico. 

Ma come si può, quindi, agire diversamente e far fronte allo stress in un modo più funzionale ed efficace?

Esistono diversi modi per riuscire a interrompere questo circolo vizioso e rispondere allo stress in maniera più efficace e la mindfulness è solo uno tra questi.

Di seguito, cercherò di spiegarti come la mindfulness può essere una tecnica efficace per ridurre i livelli di stress e per imparare a prendersi cura del proprio benessere psicofisico. 

Mindfulness e stress – come ci aiuta? 

Ad oggi, sono numerosi gli studi scientifici che dimostrano come la mindfulness sia efficace nel ridurre i livelli di stress e ansia, come anche dimostrato dal fatto che, in chi pratica questa disciplina regolarmente, i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, nel sangue siano diminuiti rispetto a chi non utilizza questi strumenti. 

Ma come possiamo nel concreto far fronte allo stress grazie alla mindfulness? 

In primo luogo, la mindfulness ci permette di diventare più consapevoli di noi stessi sia dal punto di vista fisico che mentale. 

A livello fisico, impariamo a conoscere meglio il nostro corpo e i suoi cambiamenti di fronte alle varie situazioni che si presentano quotidianamente nella nostra vita.

Impariamo a cogliere i segnali di allarme rispetto al fatto che il nostro benessere sia a rischio e a rispondervi ancor prima che questi raggiungano un livello così elevato da richiedere un intervento immediato. 

A livello cognitivo, possiamo riconoscere quali sono i comportamenti di reazione che mettiamo in atto di fronte alle situazioni stressanti e invertire la rotta, utilizzando i diversi strumenti che la pratica di mindfulness mette a disposizione per ritornare nel momento presente e ripristinare uno stato di maggiore quiete e benessere. 

Il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction

Il Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) è il primo protocollo mindfulness creato da Jon Kabat Zinn nel 1979. 

Il protocollo MBSR è un training di mindfulness della durata di 8 settimane che prevede incontri settimanali, individuali o di gruppo, della durata di 90-120 minuti ciascuno.

Durante ogni incontro, i partecipanti imparando a diventare più consapevoli del proprio funzionamento sia attraverso la sperimentazione delle diverse pratiche formali e con l’aiuto di momenti di psicoeducazione volti a fornire importanti informazioni circa il funzionamento della mente e il ciclo di reazione-azione allo stressi sia dal punto di vista individuale che relazionale.

Al termine di ogni incontri, i partecipanti ricevono numerosi strumenti per riflettere sul proprio funzionamento e per proseguire e consolidare la propria pratica quotidiana a casa riuscendo così a rendere queste tecniche parte del proprio repertorio comportamentale.

Conclusione 

Questa era la struttura e una presentazione generale del protocollo MBSR, se vuoi approfondire le pratiche che sono presentate in questo protocollo puoi farlo leggendo gli articoli dedicati nella categoria Introduzione alla mindfulness

Se, invece, vuoi conoscere alcuni suggerimenti e consigli utili per lo svolgimento delle tue pratiche allora ti consiglio di consultare la sezione Tecniche di mindfulness

Per approfondire i benefici e gli ambiti di applicazione di questo e altri protocolli di mindfulness leggi gli articoli contenuti in Mindfulness applicata

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