Migliorare lo stretching consapevole

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Giulia Uberti

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Lo stretching consapevole è una pratica di mindfulness che ci pone davanti ai nostri limiti fisici e ci aiuta a stare nelle tensioni. 

Questi esercizi seppur semplici possono far emergere numerose difficoltà e porci in atteggiamenti di sfida verso noi stessi e il nostro corpo. 

In questo articolo cercherò di offrirvi alcuni consigli e suggerimenti per migliorare lo stretching consapevole

Cos’è lo stretching consapevole 

Lo stretching consapevole è una pratica formale che rientra tra il fondamentale di hatha yoga e che consiste nel portare consapevolezza al proprio corpo in movimento e ai propri limiti

Questa pratica si compone di diversi esercizi che hanno l’obiettivo di aiutare le persone a diventare più consapevoli del proprio corpo, imparando ad accettare i propri limiti rimanendo nella tensione, senza cercare di sfidarsi. 

Questa pratica viene solitamente presentata a metà dei training di mindfulness ed è molto utile per coltivare i pilastri dell’accettazione e del non giudizio

Gli esercizi di questa pratica possono essere eseguiti l’uno di seguito all’altro in una sequenza unitaria oppure separatamente a seconda delle necessità. 

La durata di questa meditazione varia a seconda di quanti esercizi vengono eseguiti ma, solitamente si aggira tra i 10 e i 30 minuti

Difficoltà legate allo stretching consapevole

Sebbene gli esercizi di stretching consapevole siano pensati per essere svolti da chiunque possono emergere diverse difficoltà durante la pratica. 

Dolori e fastidi 

La prima difficoltà che può emergere durante lo stretching consapevole è quella di provare dolore o fastidio durante l’esecuzione degli esercizi.

Questo è del tutto normale, soprattutto se non si è allenati dal punto di vista fisico e perché svolgere gli esercizi lentamente fa sì che i muscoli siano costantemente in tensione. 

Inoltre, rispetto ad esercizi che vengono svolti normalmente durante l’allenamento oppure nella quotidianità questi movimenti richiedono di rimanere a lungo nella stessa posizione rendendo più difficile l’esecuzione e la resa dell’esercizio. 

Voler superare i propri limiti 

Un’altra difficoltà piuttosto comune per quanto riguarda lo stretching consapevole è la tentazione a voler superare i propri limiti

Anche questa difficoltà è piuttosto normale, in quanto, nella vita di tutti i giorni siamo abituati ad agire secondo la modalità del fare. Una modalità sempre orientata alla prestazione e al raggiungimento dei propri obiettivi. 

Quando agiamo in questa modalità, l’obiettivo è quello di raggiungere prestazioni elevate e quindi cercare di migliorare noi stessi e puntare sempre più in alto. 

Non è strano, quindi, che quando ci troviamo di fronte a dei limiti la tentazione sia quella di cercare di superarli, dimostrando a noi stessi di essere in grado di affrontare la difficoltà e migliorarci

A lungo andare, questa modalità di porci nei confronti della vita può portare a forti sentimenti di insoddisfazione e frustrazione, derivanti dal fatto di non riuscire mai ad accontentarsi. 

È quindi utile ricorrere ad alcuni consigli e suggerimenti per affrontare queste difficoltà e migliorare lo stretching consapevole. 

Come migliorare lo stretching consapevole 

Esistono alcuni semplici e facili consigli da adoperare per migliorare lo stretching consapevole e poter quindi trarre il meglio da questa pratica. 

Vediamoli insieme

Ascoltare il proprio corpo 

Il primo consiglio utile a migliorare lo stretching consapevole è quello di imparare ad ascoltare il proprio corpo

Questo è uno degli obiettivi fondamentali di questa pratica ma anche la migliore strategia per affrontarla e ridurre al minimo le difficoltà. 

Monitorando attentamente le sensazioni presenti nel corpo, movimento dopo movimento, sarà possibile capire quando il nostro fisico sta raggiungendo il limite e quanta fatica l’esercizio ci sta richiedendo. 

Questo ascolto consapevole è  la chiave per poter affrontare gli sforzi fisici adeguandoli alle proprie capacità e per evitare di incorrere in strappi o lesioni a livello muscolare.

In questo modo, riusciremo a ritrovare una sintonia tra corpo e mente e a preservare il nostro benessere fisico, richiedendogli il giusto sforzo. 

Fermarsi prima del limite 

Il secondo suggerimento è quello di fermarsi appena prima di superare il proprio limite, aspetto  strettamente collegato alla conoscenza e all’ascolto del proprio corpo.

Come abbiamo visto prima, questo può essere qualcosa di piuttosto difficile perché la nostra mente è abituata a porsi in una condizione di sfida di fronte ai propri limiti. 

Tuttavia, imparare ad approcciarsi ai limiti in questo modo ha numerosi benefici sia a livello fisico che psicologico. 

A livello fisico, permette di evitare strappi o lesioni muscolari mentre a livello psicologico permette di dare pace alla propria mente, non cercando sempre di migliorarci ma anche accettando i risultati che abbiamo raggiunto. 

Quando ci troviamo di fronte al nostro limite, quindi, fermiamoci e rimaniamo in quella sottile linea tra zona di comfort e tensione. 

Portiamo consapevolezza ai sentimenti di sfida e utilizziamo i pilastri dell’accettazione e del non giudizio per affrontare questi pensieri. 

Respirare nella tensione

Un altro consiglio utile è quello di usare il nostro respiro per affrontare lo sforzo e la tensione fisica.

Quando si sperimenta un momento di tensione solitamente il corpo si irrigidisce ed è possibile che il respiro si faccia più corto ed affannoso. 

Ritornare ad un ritmo di respiro normale e soprattutto rallentando l’espirazione fa sì che il corpo si rilassi e diventi più facile rimanere nella sensazione di tensione imparando così ad accettarla

Inoltre, portando consapevolezza e il respiro alle sensazioni di fastidio e dolore che vengono sperimentate nel corpo permette di ammorbidirle e sopportarle così da riuscire a completare l’esercizio e la pratica. 

Accettazione anziché sfida 

Confrontarci con i nostri limiti spesso fa scattare in noi un sentimento di sfida che ci porta a volerci dimostrare di essere in grado di superare quel segno e a “vincere”. 

Questo aspetto, per alcuni versi della nostra vita ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi e ci porta a voler migliorare noi stessi. 

Quando queste sfide sono “sane” quest’atteggiamento può aiutarci a tendere all’autorealizzazione. Tuttavia, questa tendenza può anche portarci a non essere mai soddisfatti di noi stessi e a vederci come un “nemico” da dover sconfiggere.

L’accettazione dei limiti fisici è il primo passo per coltivare questi sentimenti in tutti gli aspetti della nostra vita. Infatti, coltivando questo pilastro tramite questa pratica è possibile rafforzarlo così che venga utilizzato anche in altre circostanze della vita, soprattutto quando ci si trova davanti a limiti psicologici e si sperimentano sentimenti di insoddisfazione e sfida verso noi stessi. 

In questo modo, riusciremo anche a stabilire le giuste priorità facendo sì di mettere al primo posto il proprio benessere. 

Conclusione 

Questi sono alcuni consigli e suggerimenti utili a migliorare lo stretching consapevoli. Se queste strategie ti sono state d’aiuto e vuoi scoprire altre tecniche per migliorare le altre pratiche formali puoi leggere gli articoli presenti nella categoria Tecniche di mindfulness

Se, invece, vuoi ripassare le istruzioni di questa pratica formale o delle altre meditazioni di consapevolezza allora puoi consultare la sezione Introduzione alla mindfulness

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