Come migliorare la postura

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Giulia Uberti

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Molte persone quando iniziano a praticare trovano molto difficile mantenere la corretta postura e cercano dei suggerimenti per migliorare questo aspetto della pratica. 

Avere una postura scorretta può portare a sperimentare sentimenti di frustrazione o, in alcuni casi, dolore. A volte queste sensazioni possono essere così forti da non riuscire a rimanere fermi e possono compromettere la pratica.

Tutto questo succede perché la posizione che bisogna mantenere non è una postura a cui siamo solitamente abituati e ci può volere del tempo per far sì che diventi per noi più naturale. 

Tuttavia, esistono alcuni accorgimenti utili per aggiustare alcuni aspetti della postura e far sì che la pratica diventi più confortevole e gestibile. 

In questo articolo, cercherò di offrirti tutti i consigli utili a questo scopo. 

La giusta postura 

Migliorare la postura

La postura da adottare durante le pratiche di mindfulness è una postura dritta ma non rigida, che in gergo viene definita regale

Per adottare questa posizione è necessario che la schiena sia eretta, dritta ma non rigida. 

Il collo, il capo e la schiena sono allineati e il mento leggermente piegato in avanti. 

Le spalle sono rilassate e leggermente ruotate all’indietro, così da aprire il torace.

I piedi sono paralleli e appoggiati al pavimento, le mani possono essere tenute sulle cosce oppure tenute in grembo. 

Che si decida di praticare seduti su una sedia o su un cuscino da meditazione queste accortezze sono sempre valide. 

Come migliorare la postura

Soprattutto all’inizio della pratica non è infrequente sperimentare sensazioni di fastidio o difficoltà nel mantenere la postura. 

Se anche tu hai difficoltà a mantenere la giusta posizione quando pratichi sappi che questo è del tutto normale, soprattutto quando si pratica da poco tempo. 

In ogni caso, esistono alcuni suggerimenti che ti possono aiutare a risolvere alcuni problemi legati alla postura e migliorare così la concentrazione e la pratica di mindfulness. 

Tra le problematiche che la gente sperimenta quando inizia a praticare, quelle che più frequentemente si associano ad una scorretta postura sono: 

  • Difficoltà a rimanere dritti e mantenere la postura 
  • Dolori nel corpo
  • Fastidi generali

Come affrontare le difficoltà a rimanere dritti e mantenere la postura 

Una delle prime difficoltà che chi inizia a praticare la mindfulness incontra è riuscire a rimanere dritti e a mantenere la postura. 

Questo succede perché, soprattutto nelle meditazioni sedute, la postura richiesta è spesso innaturale e non è quella che solitamente siamo abituati a tenere quando rimaniamo seduti. Nonostante ciò, questa è la postura migliore per far sì che il nostro corpo si sostenga in maniera fisiologica e per evitare di sviluppare problematiche fisiche come, ad esempio, la cifosi lombare. 

Migliorare la postura seduta con una sedia

Se si pratica seduti su una sedia ecco alcuni consigli per riuscire a rimanere dritti e mantenere la postura. 

Un primo aspetto riguarda la scelta della sedia da utilizzare. È importante scegliere una sedia che abbia uno schienale dritto che facilità il mantenimento della posizione rispetto a sedie con una strutture meno ergonomica. 

Un altro consiglio è quello di sedersi sul bordo della seduta, così da riuscire a rimanere più facilmente in maniera eretta ed evitare l’incurvarsi della schiena. 

Migliorare la postura con la sedia

Migliorare la posizione seduta con un cuscino da meditazione

Se si sceglie di praticare seduti sul pavimento, fornirsi di un cuscino da meditazione può essere molto d’aiuto. 

Questo oggetto, infatti, ci permette di sollevare i glutei e la parte superiore del corpo rispetto agli arti inferiori. In questo modo, si crea un appoggio sia sui glutei che sulle ginocchia appoggiate al pavimento e questo favorisce il mantenimento di una posizione eretta. 

Anche in questo caso, sedersi sul bordo del cuscino aiuta perché sposta il peso del corpo in avanti così che le ginocchia riescano a toccare più facilmente il pavimento e fornire il giusto sostegno al corpo. 

Più sarà saldo l’appoggio nella parte inferiore del corpo più sarà facile mantenere la postura eretta nella parte superiore.

Se non disponi di un cuscino da meditazione non preoccuparti. Puoi utilizzare uno o più cuscini che trovi in casa, facendo solamente attenzione che siano ben sodi e alti circa 10-15 cm. 

Migliorare la postura con il cuscino da meditazione

Ascoltare il proprio corpo

Un punto fondamentale da tenere a mente è che è importante essere gentili con noi stessi e ascoltare il nostro corpo. 

Se sentiamo dolori eccessivi una volta che ci siamo posizionati in maniera corretta possiamo aggiustare la nostra postura in modo tale da rilasciare le tensioni e alleviare il dolore. 

È anche possibile decidere di appoggiarsi allo schienale quando la posizione risulta insostenibile, tuttavia il mio consiglio è quello di provare a mantenere la postura finché non risulta troppo fastidioso così da allenare il nostro corpo a sostenersi in maniera fisiologica. 

Essere consapevoli del proprio corpo e di come questo è posizionato nello spazio è uno degli insegnamenti principali della mindfulness. 

Anche quando sentiamo il bisogno di cambiare la posizione è importante farlo consapevolmente, tenendo nota di ciò che avviene nel corpo e nella nostra mente mentre lo facciamo. 

Come affrontare i dolori che percepiamo nel corpo

Quando si pratica può succedere che, per via della posizione innaturale e per la duratura “inattività” del corpo, si sperimentino tensioni e dolori nel corpo.

Quelli più frequenti si verificano, ad esempio, alla schiena, al collo oppure nelle gambe. 

Quando ciò accade, abbiamo a nostra disposizione diverse strategie per affrontare la situazione.

La prima scelta da fare riguarda se provare a continuare la meditazione nella posizione in cui siamo oppure se apportare alcuni aggiustamenti nel corpo. 

Se decidiamo di rimanere in posizione e continuare con la pratica ci sono alcune “strategie” che possiamo mettere in atto.

La prima è quella di portare la nostra attenzione consapevole alla zona del corpo in cui percepiamo tensione o dolore. Spesso solo il fatto di portare consapevolezza a queste zone fa sì che la sensazione di fastidio sperimentata si affievolisca, fino quasi a scomparire. 

Un’alternativa è quella di provare a “respirare dentro” la zona in cui percepiamo le sensazioni spiacevoli. Per fare ciò, immaginiamo di portare, durante l’inspirazione, l’aria fresca che entra nel nostro corpo in quella zona. Quando espiriamo, lasciamo che le tensioni abbandonino quell’area del corpo insieme all’aria. 

Se, invece, preferiamo apportare cambiamenti alla postura, possiamo farlo mantenendo la consapevolezza su ciò che stiamo facendo. 

Prima di tutto portiamo consapevolezza alla zona del corpo in cui sperimentiamo i dolori o le tensioni e alle sensazioni percepite, una volta fatto questo, accorgiamoci della nostra intenzione di cambiare la postura. 

Quando ci muoviamo, diventiamo consapevoli del movimento svolto per tutta la sua durata, ai muscoli che si distendono e si contraggono e a come questi movimenti si riflettono sul resto del corpo. 

Infine, portiamo attenzione alle sensazioni presenti nel corpo una volta che abbiamo aggiornato la nostra postura e a questo punto torniamo ad eseguire la pratica che stavamo svolgendo. 

Come affrontare altre sensazioni di fastidio percepite nel corpo 

Durante le pratiche di mindfulness, al nostro corpo viene richiesto di rimanere fermo per molto tempo. 

Questa è una situazione insolita a cui il nostro corpo non è abituato se non durante stati di inattività come, ad esempio, il sonno. 

Inoltre, nella mindfulness si porta attenzione al respiro e questo ha effetto sia sul nostro ritmo cardiaco che su quello respiratorio. Respirare in questo modo porta ad un abbassamento della pressione arteriosa. 

Di conseguenza, possono emergere sensazioni inaspettate nel corpo come, ad esempio, brividi, pruriti, formicolii, scosse oppure fitte in alcune parti del proprio corpo. 

Quando questo succede, le persone possono spaventarsi per via della loro intensità e per il loro carattere inaspettato. Se non riescono a darsi una spiegazione del perché questo succede, possono portare la mente a vagare ancora più del solito arrivando anche a formulare pensieri catastrofici.

Oppure, possono sperimentare sentimenti di frustrazione perché tutto questo può distrarre dal compito che la pratica richiede. 

Se anche a te è capitato di provare queste sensazioni durante la pratica, sono qui per tranquillizzarti. Sperimentare questo tipo di emozioni è del tutto naturale e non c’è bisogno di spaventarsi o agitarsi. 

Come facciamo con le tensioni o i dolori, anche in questo caso possiamo portare consapevolezza a ciò che sta succedendo. Possiamo fermarci un attimo e analizzare con curiosità le sfaccettature di queste sensazioni, facendole diventare l’oggetto della nostra pratica finché non si affievoliscono per poi tornare a ciò che stavamo svolgendo in precedenza. 

Conclusione

Questi sono alcuni degli accorgimenti e dei suggerimenti che possono essere messi in atto per affrontare alcune delle problematiche che riguardano la postura. 

Ricorda che l’aspetto fondamentale è sempre l’ascolto del proprio corpo e l’approcciarsi alla pratica e a quello che succede dentro di noi con una una gentilezza amorevole.

Se sperimentiamo queste sensazioni o queste difficoltà dobbiamo ricordarci che sono assolutamente normali e che capitano a tutti coloro che si trovano a iniziare un percorso di consapevolezza. 

È importante non giudicarci per quello che stiamo vivendo ma accettare l’esperienza per quella che è, come parte della realtà che stiamo vivendo. 

Io spero che questo articolo ti sia stato utile.

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