Meditazione della montagna

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Giulia Uberti

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La meditazione della montagna è una sitting meditation che unisce le meditazioni di consapevolezza alle pratiche immaginative. 

Questa meditazione ha un impatto molto forte e per questo viene presentata nelle ultime fasi dei training di mindfulness. 

In questo articolo, scopriremo di cosa si tratta e come praticarla. 

Cos’è la meditazione della montagna 

La meditazione della montagna è una pratica formale che rientra tra le sitting meditation

Durante questo tipo di meditazione, vengono usate delle tecniche immaginative e in particolare l’immagine della montagna con l’obiettivo di ritrovare calma, stabilità e imperturbabilità.

Questa meditazione, in breve, consiste nel visualizzare una montagna e successivamente incarnare le sue caratteristiche dentro di noi, ottenendo così numerosi benefici dal punto di vista psicologico.

La meditazione della montagna è una pratica piuttosto complessa della durata tra i 30 e i 45 minuti. Viene presentata durante le ultime fasi dei training di mindfulness in quanto richiede una padronanza sia delle pratiche di consapevolezza che delle tecniche immaginative. 

L’importanza della meditazione della montagna 

La meditazione della montagna ha un impatto molto forte e può essere una meditazione veramente profonda se eseguita nel modo corretto. 

Questa meditazione usa la visualizzazione per incarnare alcune caratteristiche fondamentali della montagna e in particolare l’immutabilità e l’imperturbabilità

L’obiettivo di questa meditazione è quello di imparare dalla montagna ad essere forti, immobili e stabili anche di fronte ai cambiamenti della vita e alle avversità. 

Questo tipo di meditazione è utile per ritrovare la calma e la stabilità e per riconnettersi a se stessi soprattutto quando ci si trova ad affrontare periodi stressanti o destabilizzanti dal punto di vista psicologico. 

Come si pratica la meditazione della montagna  

La meditazione della montagna viene introdotta nelle ultime sessioni dei training di mindfulness poiché richiede un allenamento della memoria e della consapevolezza e la capacità di saper padroneggiare le tecniche di visualizzazione. 

Vediamo ora, passo passo, come svolgere questa meditazione. 

La posizione  

Essendo una sitting meditation questa meditazione viene svolta in posizione seduta e comoda.

In questa meditazione è piuttosto importante fare attenzione ad avere una postura quanto più comoda poiché essendo piuttosto lunga può recare particolari fastidi nel corpo se si è seduti nella maniera scorretta.

Per trovare la posizione più giusta puoi leggere il mio articolo La giusta postura

Gli aspetti principali a cui fare attenzione sono la schiena eretta ma non rigida, le spalle rilassate, il collo e la testa allineate, il petto aperto. Le gambe sono rilassate, parallele al pavimento se seduti su una sedia oppure incrociate l’una davanti all’altra se si pratica sul pavimento. Le mani sono appoggiate sulle cosce oppure appoggiate in grembo e rilassate. 

Focus sul qui ed ora

Il primo passaggio di questa meditazione riguarda lo stabilizzarsi sul momento presente. 

Per farlo, iniziamo a notare i punti di contatto tra il nostro corpo e la superficie che lo sorregge, alle natiche e alla parte superiore della coscia, ai piedi e alle mani. 

Per riuscire a riconnetterci con il qui ed ora possiamo ricorrere al nostro respiro così da calmare il corpo e la mente e prepararci ai successivi passi della meditazione. 

Portiamo consapevolezza all’inspirazione e all’espirazione. Sentiamo l’aria fresca che entra nel corpo e lo riempie di forza ed energia e l’aria calda che lascia il corpo permettendogli di rilassarsi. 

Una volta che sentiamo che la nostra mente è calma e vigile possiamo procedere con i successivi step di questa meditazione. 

Visualizzare la montagna

Una volta sintonizzati sul momento presente, siamo pronti a procedere con la meditazione utilizzando le tecniche immaginative

Per farlo, richiamiamo alla nostra mente l’immagine di una montagna. Può essere una montagna che abbiamo visitato o anche una montagna che abbiamo visto ritratta in una fotografia oppure in un quadro.

Scegliamo la montagna più bella che possiamo immaginare e manteniamola fissa davanti ai nostri occhi e alla nostra mente. 

Con questa immagine ben presente nella nostra consapevolezza, iniziamo ad analizzare tutte le forme della montagna per coglierne ogni particolare. 

Osserviamo la vetta della montagna: ha una sola cima oppure più di una? La vetta è innevata o circondata da alberi? 

Passiamo poi a visualizzare i suoi versanti: sono ripidi oppure degradano dolcemente? 

Infine, prendiamo in considerazione la base della montagna: percepiamo la sua larghezza e la sua stabilità e il suo appoggio ben radicato sul terreno. 

Una volta esplorate tutte le caratteristiche della montagna e mantenute chiaramente nella nostra mente possiamo passare alla parte successiva di questa meditazione. 

Diventare montagna

Il passo successivo di questa meditazione consiste nell’assorbire dentro di noi tutte le caratteristiche della montagna appena visualizzata. 

Mantenendo ben chiara l’immagine della montagna nella nostra mente, lasciamo che le sue caratteristiche entrino lentamente e profondamente dentro di noi. 

Immaginiamo che la nostra testa sia la vetta della montagna, i fianchi e le mani i suoi versanti, i piedi, le natiche e la gambe la larga base. 

Percepiamo l’elevazione della montagna percorrendo con la consapevolezza lungo la nostra colonna vertebrale. Sentiamo l’appoggio stabile dei nostri piedi e delle nostre gambe sul pavimento e risaliamo lentamente la colonna vertebrale come se fosse l’asse della montagna fino ad arrivare al capo e percepire tutta la sua elevazione.  

Rimaniamo qualche momento con queste sensazioni, percependo le qualità della montagna dentro di noi. 

Stabilità e imperturbabilità

L’ultimo step della meditazione consiste nell’assorbire non solo le caratteristiche fisiche della montagna ma anche le sue peculiari qualità. 

Ricorriamo nuovamente alle tecniche immaginative e immaginiamo la montagna che cambia nel tempo, con il passare del giorno e della notte.

Percepiamo lo scorrere delle stagioni: la neve che cade sulla vetta e che successivamente si scioglie in estate. Osserviamo i colori della montagna cambiare con l’alternarsi della stagioni. 

Osserviamo come la montagna, di fronte a questi cambiamenti, rimanga maestosa e immobile. 

E mentre rimaniamo con questa immagine, percepiamo questa immobilità e stabilità anche dentro di noi. 

Così come la montagna, durante le intemperie e le avversità non viene turbata e mantiene la sua magnificenza, così anche noi durante le avversità possiamo incarnare questo atteggiamento. 

La montagna diventa la nostra maestra e ci insegna come affrontare i cambiamenti che avvengono nella nostra vita rimanendo coerenti a noi stessi e senza lasciarci turbare. 

Conclusione della pratica

Alla fine di questa meditazione, rimaniamo per tutto il tempo che lo desideriamo con le sensazioni di stabilità, calma e magnificenza che la montagna ci ha trasmesso.

Quando decidiamo di concludere questa meditazione, lasciamo che l’immagine della montagna si dissolva dalla nostra consapevolezza e torniamo ai punti di contatto tra il nostro corpo e la superficie sottostante. 

Portiamo consapevolezza al respiro e alle sensazioni che genera nel corpo. Respiriamo per qualche inspirazione e qualche espirazione consapevolmente e dopo di che, apriamo gli occhi e concludiamo la pratica. 

Conclusione

Queste erano le caratteristiche e le istruzioni per svolgere la meditazione della montagna. 

Se vuoi conoscere le altre pratiche formali e come svolgerle puoi consultare la sezione Introduzione alla mindfulness

Per trovare consigli e suggerimenti su come affrontare le difficoltà che potrebbero emergere durante questa o altre pratiche di mindfulness, allora puoi consultare la sezione Tecniche di mindfulness

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