La mia mission

La mia mission
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Giulia Uberti

Indice

Prima di iniziare questo viaggio insieme all’insegna della consapevolezza vorrei raccontarvi come nasce l’idea di questo blog e qual è la mia mission. 

L’obiettivo di questo articolo è quello di farmi conoscere meglio e trasmettere la passione e le motivazioni che hanno dato vita a questo progetto. 

Come ho conosciuto la mindfulness?

La prima volta che ho sentito parlare di mindfulness ero al secondo anno di magistrale. In un corso di  neuropsicologia del benessere in ambito sanitario, il nostro professore aveva invitato degli esperti a parlare di metodi di cura alternativi alla medicina classica.

E tra questi metodi, ovviamente, c’era anche la mindfulness. Ricordo che, quando la relatrice ci ha parlato di come utilizzassero la mindfulness per aiutare i pazienti affetti da emicrania, sono rimasta stupita e anche incuriosita da come questa tecnica apparentemente molto semplice potesse sortire così tanti benefici.

Tuttavia, in quel momento non sono andata oltre nell’approfondire queso argomento ma nella testa mi si era accesa una lampadina che dopo poco tempo avrebbe illuminato tutto.

Infatti, non sarebbe passato molto tempo da quella lezione a quando avrei deciso finalmente di approcciarmi in maniera più strutturata a questa disciplina.

Perché ho iniziato a praticare?

La motivazione che mi ha avvicinata alla mindfulness, inizialmente, è stata la curiosità. Volevo approfondire i benefici che questa tecnica poteva avere sulle persone e in che modo poteva essere usata in ambito sia sanitario che nei contesti di benessere.

Dopo poco tempo, ho scoperto che tra i numerosi vantaggi offerti dalla mindfulness vi era la riduzione dello stress e dell’ansia e che aiutava le persone a smettere di ruminare.

Mi sono sempre definita una ragazza che pensa troppo e che deve avere tutto sotto controllo. Questo lato del mio carattere, se per certi versi mi ha portato a raggiungere i miei obiettivi, per altri non ha fatto altro che alimentare la mia ansia e le mie preoccupazioni.

In quel periodo stavo scrivendo la tesi ed ero particolarmente stressata, forse anche più del solito. Quando la sera mi mettevo a letto, la mia testa iniziava a formulare mille pensieri e questo mi portava, spesso, a trascorrere la notte insonne.

Se dovessi esprimere ciò che provavo in quel momento con una metafora direi che era come se la mia testa fosse il disco rigido di un computer in iperventilazione.

Ho iniziato a penare che forse la mindfulness potesse essere un valido aiuto per affrontare questo periodo della mia vita senza arrivare all’esaurimento ma per un motivo o per l’altro in quella circostanza non ho mai iniziato davvero a praticare.

Quando ho iniziato a praticare?

Come tutti in quel periodo cercavo di trovare attività che mi tenessero impegnata e che in qualche modo potessero anche essermi utili.

Per la laurea, un’amica di famiglia mi aveva regalato un buono in libreria e avevo deciso di utilizzarlo per comprare dei libri che mi aiutassero a movere i primi passi verso la meditazione di consapevolezza.

Mi sembrava a tutti gli effetti il momento migliore per iniziare a praticare e quindi mi sono armata di tutte le buone intenzioni e ho iniziato a leggere. Uno dei libri che avevo comprato forniva insieme a tante nozioni sulla mindfulness anche alcuni script (ovvero trascrizioni di meditazioni guidate) per poter praticare in autonomia.

La mia prima pratica

Ricordo come fosse ieri la mia prima pratica di mindfulness: avevo selezionato una meditazione seduta sul respiro che richiedeva circa 10/15 minuti. Ho impostato il timer, mi sono seduta, ho chiuso gli occhi e ho iniziato a fare quello che le “istruzioni” dicevano: portare attenzione al mio respiro.

Subito dopo la mia mente ha iniziato a vagare, formulando mille pensieri, uno dietro l’altro. Sentivo il mio corpo ribellarsi, formicolii ovunque, dolori nelle gambe, la mia schiena si rifiutava di rimanere dritta e l’esperienza si stava lentamente tramutando in un incubo.

Ho deciso, quindi, di riaprire gli occhi e … sorpresa! Erano passati solo pochi minuti da quando avevo iniziato con quella pratica ma a me era sembrata un’eternità.

Dopo quel “fallimento” ho tentato qualche altra volta a praticare ma tutte le volte che ci provavo percepivo solamente sensazioni di fastidio, agitazione, frustrazione e ogni volta finivo per rinunciare prima che il timer arrivasse alla fine.

Così, dopo numerosi tentativi fallimentari ho deciso di rinunciare momentaneamente alla mindfulness e dedicarmi ad altre attività.

Il vero inizio del mio percorso

Il vero momento in cui ho intrapreso il mio viaggio alla scoperta della mindfulness è stato a ottobre del 2020.

In quel periodo, stavo svolgendo il mio tirocinio post-lauream ed ero decisamente più tranquilla dal punto di vista psicologico quindi ho deciso di darmi una seconda possibilità e tornare ad approcciarmi alla mindfulness.

Il modo giusto

Questa volta per farlo ho deciso di utilizzare un libro che prevedeva un percorso di otto settimane e che metteva a disposizione delle audio guide per svolgere le diverse meditazioni.

Questo nuovo approccio è stato decisamente più proficuo e sono riuscita a portare a termine l’intero training senza particolari intoppi. Certo le difficoltà e le resistenze che avevo sperimentato in passato si sono ripresentate ma, stavolta, riuscivo a gestirle e a portare comunque a termine la pratica senza rivivere quei sentimenti di frustrazione.

Tutto ciò mi ha fatto capire come, nell’intraprendere un percorso di questo tipo, sia fondamentale affidarsi ad una guida esperta che sappia dare precise istruzioni e consigli per affrontare le meditazioni nel modo più efficace.

Durante le otto settimane in cui ho seguito il training di mindfulness ho avuto modo di sperimentare i benefici che la mindfulness poteva offrire e ho capito l’importanza che questa tecnica può avere nella vita delle persone.

Nuove consapevolezze

Questo mi ha portato a pensare che quella che ormai era diventata una passione per me potesse essere unita alla mia professione di psicologa. 

Ho iniziato, quindi, a cercare online diversi corsi di formazione in mindfulness e quali fossero i requisiti per poter insegnare questa disciplina.

Devo dire che questo è stato un percorso piuttosto lungo. Ogni volta che leggevo le informazioni rispetto a un corso oppure ad un altro c’era sempre qualcosa che non mi convinceva e non ero mai sicura che la formazione offerta fosse valida ed adeguatamente accreditata.

Poi ad aprile dell’anno scorso mentre stavo curiosando i vari corsi di formazione e specializzazione sulla pagina dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia ho trovato la proposta che faceva al caso mio e che mi sembrava perfetta per le mie esigenze.

Il master in Mindfulness

A settembre 2022 ho iniziato il Master di Specializzazione in Mindfulness organizzato e rilasciato dall’Associazione degli Psicologi della Lombardia.

Ho deciso di scegliere questo percorso innanzitutto perché mi ha permesso di acquisire conoscenze e competenze che riguardano sia la mindfulness in generale sia diversi protocolli che possono essere utilizzati in vari ambiti.

In secondo luogo, perché era strutturato in collaborazione con FederMindfulness  che in Italia si occupa di rilasciare, accreditare e valutare le varie formazioni in ambito di mindfulness e di rilasciare le certificazioni riconosciute sia a livello nazionale che internazionale ai professionisti che operano nel settore.

A dicembre 2022, dopo aver superato l’esame di conduzione davanti al Comitato Tecnico Scientifico della FederMindfulness, ho ricevuto l’attestato di istruttrice di mindfulness e sono stata iscritta nell’Albo Nazionale Mindfulness.

La nascita del blog – Da dove nasce il progetto reMIND your FULNESS?

L’idea del blog nasce in parallelo alla mia decisione di voler unire la mia passione della mindfulness al mio lavoro.

In realtà, già da qualche mese stavo pensando di aprire una pagina sui social oppure uno spazio per aiutare le persone e offrire consigli e supporto dal punto di vista psicologico. Tuttavia, non c’era nessun argomento di cui parlare che sentivo effettivamente come mo e che mi permettesse di distinguermi dagli altri.

Con l’aumentare della mia passione per la mindfulness è venuto naturale pensare di scegliere quest’argomento per i miei progetti.

A quel punto, però, l’idea di una sola pagina social mi sembrava riduttiva e non avrebbe rispecchiato il mio bisogno di parlare alle persone della mindfulness come avrei voluto.

Ho quindi iniziato a sviluppare l’idea di aprire un blog, in quanto questa tipologia di comunicazione mi avrebbe dato modo di parlare al mio pubblico in maniera più approfondita ed efficace.

A quel punto, il primo passo fondamentale è stato scegliere un nome che rappresentasse al meglio il progetto che stavo sviluppando.

Il nome – reMIND your FULNESS

Devo ammettere che non è stata un’impresa facile ma alla fine penso non ci sia nulla che rispecchi al meglio la mia visione come queste tre parole.

Per scegliere il nome ci è voluto davvero davvero tanto tempo. Inizialmente avevo fatto un sondaggio tra i miei amici e familiari per raccogliere alcuni suggerimenti rispetto a possibili nomi per il mio blog.

Ho ricevuto preziosi consigli ma tra questi uno ha spiccato sugli altri: reMIND your FULNESS consigliato da mia sorella. Fin da subito quel nome ha iniziato a risuonare nella mia mente e ha catturato la mia attenzione, tutti me lo sconsigliavano però per una questione di SEO e per il fatto che fosse magari difficile da comprendere.

Allora, ho iniziato a vagliare altre ipotesi ma ogni volta nessuna sembrava all’altezza così alla fine ho deciso di seguire il mio istinto e di scegliere reMIND your FULNESS come nome per il mio blog.

reMIND your FULNESS è perfetto per molti motivi. Primo perché è un divertente gioco di parole e secondo perché il suo significato rappresenta pienamente sia gli obiettivi che mi sono posta con questo progetto sia la visione che ho rispetto alla mindfulness.

La mindfulness è un ritorno alle origini, ad un modo di sperimentare se stessi e la realtà in maniera primordiale, basandosi solamente sui propri sensi. La parola reMIND mi sembrava perfetta, perché in qualche modo la mindfulness ricorda a chi la pratica un modo di rapportarsi al mondo che spesso sembra essere dimenticato.

La parola FULNESS (volontariamente scritto così per rimandare alla mindfulness, perché si mindfulness ha una l sola) è allo stesso modo importante perché uno degli obiettivi di questa disciplina è quello di ritrovare una sinergia tra corpo e mente, per sperimentare una nuova integrità, una pienezza di spirito che può offrire numerosi benefici alla propria vita.

La mia mission

Voglio dedicare gli ultimi paragrafi di questo articolo per raccontare qual’è la mission di questo progetto. 

Come già detto in precedenza, la motivazione principale che mi ha spinto ad aprire questo spazio è stata quella di unire la mia passione alla mia professione.

Il blog nasce per aiutare le persone ad ampliare le loro conoscenze sulla mindfulness e a capire se e come questa disciplina possa essere loro d’aiuto nella vita di tutti i giorni.

Inoltre, vorrei aiutare le persone che decidono di avvicinarsi alla mindfulness ad intraprendere i loro primi passi.

Per mia esperienza personale ho sperimentato quanto sia importante farsi guidare da qualcuno di competente per poter affrontare quello che questo percorso comporta nel migliore dei modi.

I miei obiettivi

L’impronta che vorrei dare a questo blog è proprio questa: offrire una guida partendo dalla mia esperienza e unendola alle mie competenze professionali per coloro che vogliono avvicinarsi alla mindfulness.

Infine, in mezzo alla confusione che spesso si può creare intorno a questa disciplina data la sua popolarità, penso sia importante offrire informazioni che siano professionali e accreditate. 

Conclusione

Questo è quindi la mia mission e ciò che vorrei trasmettere con questo blog.
Per farlo ho pensato di dividere gli articoli in tre categorie, così da rendere più facile la ricerca di ciò che ti serve.

Nella categoria Introduzione alla Mindfulness potrai trovare tutte le informazioni riguardo alla mindfulness, alle sue pratiche e tanti altri approfondimenti di carattere generale.
Nella categoria Tecniche di Mindfulness scoprirai tanti consigli e suggerimenti per strutturare le tue pratiche e affrontare alcuni problemi e difficoltà che potresti incontrare sul tuo percorso.
Infine, la categoria Mindfulness applicata è dedicata alla descrizione dei diversi ambiti in cui la mindfulness può essere utilizzata e alla spiegazione dei diversi protocolli esistenti.

Se la mia missione e  i miei valori possono in qualche modo riscontrare i tuoi bisogni e vuoi supportarmi in questo percorso puoi seguirmi sui social, trovi tutti i link qui sotto.

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