I pilastri della mindfulness

I pilastri della mindfulness
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Giulia Uberti

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I pilastri della mindfulness sono degli atteggiamenti utili ad approcciarsi alla meditazione di consapevolezza nel migliore dei modi.

Quando si inizia un percorso di mindfulness, spesso, infatti, ci si ritrova a domandarsi cosa serva per approcciarsi a questa disciplina nel migliore dei modi. 

In realtà, per iniziare a praticare la mindfulness non servono accessori particolari, un luogo specifico o un momento della giornata piuttosto che un altro; è fondamentale, però, avere lo spirito giusto! 

Il giusto atteggiamento

L’atteggiamento con cui ci avviciniamo a questo particolare tipo di disciplina è fondamentale per ottenere benefici e far sì che questa pratica diventi una forma mentis che ci accompagnerà per tutta la vita. 

L’atteggiamento migliore da adottare prevede una buona motivazione e un certo grado di impegno. 

La motivazione è fondamentale non solo per darci la giusta spinta a metterci in gioco e iniziare questo viaggio ma anche per proseguire nel nostro percorso e integrarlo nella nostra routine quotidiana.

Allo stesso modo, è importante essere sicuri di metterci il giusto impegno, questo perché spesso le persone sottovalutano quanto questa pratica possa richiedere in termini di impegno e volontà e il fatto che, seppur alla fine porti numerosi benefici e vantaggi al nostro stile di vita, il percorso qualche volta può essere frastagliato e metterci a dura prova. 

Solamente con il giusto impegno e la giusta motivazione si riuscirà a compiere questo passo e ad iniziare e proseguire nel migliore dei modi il questo viaggio di consapevolezza. 

A fianco, poi, di quest’attitudine esistono dei modi di affrontare le pratiche che vengono appresi e potenziati durante la pratica di mindfulness e che vengono considerati dei veri e propri pilastri su cui questa pratica si fonda. 

I 7 pilastri della mindfulness: 

I pilastri della mindfulness

I pilastri su cui si fonda la pratica di mindfulness sono sette e rappresentano delle attitudini che chi pratica la meditazione di consapevolezza dovrebbe mettere in atto durante la sua pratica e incarnare per comprendere a pieno l’insegnamento della mindfulness. 

Questi pilastri sono: 

  • Non giudizio 
  • Pazienza
  • Mente del principiante 
  • Fiducia
  • Non cercare risultati 
  • Accettazione 
  • Lasciare andare 

Di seguito, approfondiremo uno per uno questi concetti e il loro significato. 

Non giudizio 

Il primo dei pilastri fondamentali della mindfulness è il non giudizio.

La pratica della mindfulness insegna a passare da una modalità del fare alla modalità dell’essere

La modalità del fare è solitamente guidata da ideali, aspettative e ci porta a porre attenzione a ciò che facciamo in termini di prestazione, prefigurandosi degli obiettivi e de risultati e valutando successivamente ciò che abbiamo fatto in termini di successo oppure fallimento. 

La modalità dell’essere, al contrario,  permette di vivere la realtà per come è, separandosi da giudizi rispetto a piacevolezza, spiacevolezza oppure rispetto a sensazioni di fare bene o fare male. 

Per coltivare quest’attitudine, durante la pratica della mindfulness, ogni qualvolta ci accorgiamo che la mente si sta allontanando dall’esercizio che stiamo svolgendo formulando dei giudizi su quello che si facendo oppure “sgridandoci” perché magari non lo stiamo facendo bene, il compito è quello di notare che ci stiamo giudicando e gentilmente riportare la nostra attenzione dove l’abbiamo lasciata. 

In questo modo, alleniamo la mente a distaccarsi da pensieri di successo o fallimento rispetto a degli ideali che ci auto-imponiamo ma semplicemente a stare nel momento presente, notando quello che sta succedendo. 

Pazienza 

Il secondo pilastro fondamentale della mindfulness è la pazienza

Spesso, infatti, gli esercizi delle pratiche formali sono piuttosto lunghi e possono mettere alla prova la nostra pazienza, soprattutto quando siamo all’inizio del nostro percorso. 

Stare seduti per 30-40 minuti può essere molto fastidioso e spesso, nei primi periodi della pratica di consapevolezza, possono emergere delle sensazioni fisiche fastidiose come pruriti, formicolii, dolori al muscoli o ad altre parti del corpo che rendono faticoso il mantenere l’attenzione su ciò che si sta facendo. Oppure ci si accorge che la mente continua a distrarsi dal compito richiesto portandoci a spazientirci per il fatto di non riuscire a praticare come vorremo. 

In questi casi la pazienza è fondamentale per superare questi ostacoli e continuare a svolgere la pratica al meglio delle proprie possibilità, così da arrivare fino alla fine. 

La pazienza, inoltre, è molto utile anche per quanto riguarda il rapporto che abbiamo con le aspettative rispetto alla mindfulness. Spesso, chi inizia un percorso di questo tipo si aspetta di ottenere qualche tipo di “rilassamento” durante la pratica, oppure di vedere in tempi brevi i benefici che vengono associati a questa disciplina e possono rimanere delusi qualora ciò non succeda fino a pensare di mollare. 

In questi casi, è importante ricordare che l’obiettivo della mindfulness non è direttamente quello di far rilassare ma di diventare più consapevoli di ciò che avviene nel momento presente e, facendo appello alla nostra pazienza, continuare sul percorso così da poter raggiungere alla fine i benefici tanto sperati. 

Mente del principiante 

Il pilastro della mente del principiante è quello che ci permette maggiormente di passare dalla modalità del fare alla modalità dell’essere. 

Durante le pratiche di mindfulness, ci viene chiesto di approcciarci all’esercizio che stiamo svolgendo come se fosse la prima volta, così da liberarci da aspettative o da idee preconcette che potremmo avere e basarci semplicemente su ciò che sta accadendo, nel nostro corpo o nella nostra mente, momento dopo momento.

Coltivando questa attitudine ci si accorge che ogni pratica è molto diversa dalle altre e di come le sensazioni rispetto ad un esercizio svolto in un giorno possono essere completamente diverse da quelle sperimentate il giorno prima e rendendosi conto di come la realtà esterna ma anche la nostra mente siano in continuo mutamento. 

Inoltre, questo tipo di attitudine ci permette di sviluppare curiosità rispetto a quella che è l’esperienza che stiamo vivendo e così immergerci ancora di più nel qui e ora, con un genuino interesse ad approfondire in maniera attiva ciò che succede quotidianamente piuttosto che lasciarci passivamente guidare dal nostro “pilota automatico”. 

Fiducia 

Avere fiducia nelle proprie capacità è un altro dei pilastri fondamentali richiesti e sviluppati dalla pratica di mindfulness. 

Sebbene gli esercizi che vengono utilizzati per mantenere la consapevolezza sono all’apparenza molto semplici, in quanto la richiesta è semplicemente quella di portare attenzione a ciò che sta accadendo momento dopo momento, in realtà questo può essere molto faticoso poiché la naturale tendenza della mente è quella di vagare nel futuro oppure nel passato. 

Inoltre, come abbiamo già visto la pratica talvolta può essere molto sfidante e ci può portare a pensare di non essere tagliati per questa disciplina. 

Un adeguato senso di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità permette di superare questi ostacoli e di proseguire nella pratica. 

Inoltre, coltivando la nostra pratica di mindfulness quotidianamente acquisiamo un senso di fiducia in noi stessi ogni giorno maggiore in quanto la mindfulness contribuisce a sviluppare sentimenti positivi e a vederci in maniera migliore. 

Non cercare risultati 

Il quinto pilastro della mindfulness riguarda il non cercare risultati e ed è quello che le persone fanno, solitamente più fatica ad accettare in quanto a primo avviso può sembrare un paradosso.

Infatti, solitamente chi si avvicina alla pratica di mindfulness lo fa con la speranza di migliorare alcuni aspetti della propria vita oppure per trarne qualche beneficio. 

La mindfulness, al contrario, insegna a lasciare andare quelle aspettative e ad allontanarsi dalla tendenza a voler cercare a tutti i costi di raggiungere qualche risultato. 

Questo perché, porci degli obiettivi durante la pratica, che siano, ad esempio, il voler controllare il respiro oppure il creare sensazioni nel nostro corpo durante il body scan, fa sì che la nostra mente entri nella modalità del “fare” orientata alla prestazione e al raggiungere ciò che ci siamo prefissati.

Nella meditazione di consapevolezza, al contrario, l’obiettivo è quello di coltivare la modalità dell’essere e quindi fare semplicemente attenzione a ciò che avviene momento dopo momento. 

È proprio quest’attitudine ad allontanarci dal voler raggiungere un risultato particolare e lasciare semplicemente che le cose siano come vengono a far sì che possiamo ottenere quei benefici e quei vantaggi tanto sperati.

Accettazione 

Uno dei capi saldi e sesto pilastro della mindfulness è l’accettazione. Questo pilastro è di fondamentale aiuto nell’approcciarci alla meditazione di consapevolezza. 

Come abbiamo visto in precedenza, soprattutto all’inizio del percorso di mindfulness, può capitare che le cose non vadano esattamente come vorremmo: potremmo accorgerci che la mente vaga in continuazione e che facciamo fatica a rimanere concentrati sull’esercizio da svolgere oppure si possono provare delle sensazioni di fastidio come pruriti, fitte o tensioni nel proprio corpo che rendono difficile mantenere la posizione richiesta per meditare. 

Tutte queste esperienze potrebbero spingerci a voler cambiare quello che sta accadendo per ottenere uno stato di maggiore benessere o per migliorare lo svolgimento della pratica. 

Tuttavia, nella mindfulness l’obiettivo è quello di avere un’attitudine di attenzione consapevole rispetto a ciò che sta succedendo sradicandosi dalla tendenza ad etichettare ogni aspetto della realtà come piacevole, spiacevole o neutra. 

Accettare l’esperienza che stiamo vivendo per quella che è, sia questa piacevole, spiacevole o neutra permette di liberarsi dalla modalità del fare e incarnare i principi della modalità dell’essere. 

Ci fa sviluppare un senso di maggiore libertà verso noi stessi e verso la realtà che ci circonda. 

Questo non significa che sia necessario accettare passivamente tutto cil che ci succede senza cercare di cambiare ciò che ci fa stare male ma significa essere consapevoli di quello che sta accadendo per poi scegliere liberamente e consapevolmente come agire sulla situazione. 

Lasciare andare 

L’ultimo dei pilastri della mindfulness ma non certo per importanza è il lasciare andare.

Questo pilastro è direttamente collegato al pilastro dell’accettazione; infatti, solamente accettando l’esperienza che stiamo vivendo per com’è possiamo lasciare andare i pensieri e i sentimenti rispetto a quello che stiamo facendo. 

Incarnare questo atteggiamento, tuttavia, è molto difficile. Come abbiamo visto, infatti, la nostra mente è abituata a etichettare tutto ciò che succede e le esperienze che vive attribuendo loro un valore che sia positivo, negativo oppure neutro. Inoltre, un’altra tendenza della mente è quella di voler rimanere attaccata alle esperienze e agli aspetti positivi della realtà e ad evitare quelli negativi.

Questo in alcuni casi può essere positivo ma in altri rischia di farci entrare in circoli viziosi che sono dannosi per la nostra mente ed alimentare dei meccanismi di rimuginìo oppure la tendenza a vivere nel passato o nel futuro. 

Nella pratica di mindfulness, invece, la tendenza è l’opposta. Mentre meditiamo, infatti, possiamo accorgerci che la mente sta cercando di rimanere attaccata ad un’esperienza positiva oppure che si è persa in fantasticherie rispetto a ciò che vorremmo fare, o al contrario, capiamo che la mente si agita nel momento in cui sorgono delle sensazioni spiacevoli nel corpo oppure pensieri ansiogeni e stressanti. In questi casi, ciò che dobbiamo fare è ricordarci che il nostro complito è quello di accorgerci di questi meccanismi e poi semplicemente riportare l’attenzione a ciò che sta succedendo nel momento presente lasciando andare ogni altro tipo di pensieri. 

Questa modalità del lasciare andare è molto importante e uno degli insegnamenti più importanti che si possono trarre dalla mindfulness. 

Gli insegnamenti dei pilastri

Questi sono gli aspetti fondamentali che vengono insegnati durante la pratica della mindfulness e che chiunque pratichi deve incarnare per poter mantenere la giusta attitudine alla pratica di consapevolezza. 

Questi pilastri influenzano e vengono influenzati dalla pratica di mindfulness in un circolo vizioso molto importante. 

Inoltre, è proprio l’apprendimento di quest’attitudine che permette di cambiare la nostra forma mentis integrando la pratica di consapevolezza nella nostra vita quotidiana e poter quindi ottenere tutti i benefici che la mindfulness promette. 

Conclusione

Io ti ringrazio per essere stato con me ed essere arrivato alla lettura di questo articolo. 

Inoltre, ti ricordo che se vuoi approfondire alcuni aspetti e saperne di più rispetto alla mindfulness e alle sue pratiche puoi consultare le diverse categorie sul mio blog. 

Nella categoria Introduzione alla mindfulness troverai tanti approfondimenti e curiosità che riguardano la pratica della mindfulness.

Nella sezione Tecniche di mindfulness ho racchiuso preziosi consigli e suggerimenti per aiutarti a strutturare la tua routine di mindfulness e le diverse pratiche.

Infine, la categoria Mindfulness applicata è dedicata agli ambiti di applicazione di questa disciplina, ai diversi protocolli e a tutti i benefici che la mindfulness può offrire.

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