10 motivi per praticare la mindfulness

10 motivi per iniziare a praticare la mindfulness
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Giulia Uberti

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Vuoi conoscere 10 motivi per cui praticare la mindfulness può fare al caso tuo? Questo è l’articolo giusto!

La mindfulness è una pratica meditativa basata sulla consapevolezza, ovvero sul portare un’attenzione consapevole a ciò che avviene dentro e fuori di noi nel momento presente.

Seppur possa sembrare un esercizio piuttosto semplice, la mindfulness mette a dura prova alcuni meccanismi automatici della mente e, soprattutto all’inizio, può sembrare una pratica molto sfidante e talvolta “fastidiosa”. Tuttavia, a lungo termine offre numerosi benefici per la salute psicologica che fisica e diversi vantaggi per quanto riguarda lo stile di vita. 

Di seguito, troverai 10 buoni motivi per cui, a mio avviso, iniziare un percorso di mindfulness oggi potrebbe giovare alla tua vita. 

10 buoni motivi per iniziare a praticare

1. La mindfulness ti aiuta nella tua crescita personale

La mindfulness viene anche chiamata meditazione di consapevolezza, questo perché il suo obiettivo è quello di portare un’attenzione consapevole ad alcuni aspetti del nostro corpo, della nostra mente e della realtà che ci circonda, registrando tutto ciò che avviene momento dopo momento. 

Questo tipo di esercizio, permette di diventare più consapevoli rispetto agli stati della nostra mente, alle emozioni che proviamo e al modo in cui ci rapportiamo con gli altri e con la realtà che ci circonda. 

Tutto ciò è molto importante per favorire una crescita personale. Essendo consapevoli di questi meccanismi impariamo molto di più su noi stessi e, allo stesso tempo, possiamo scegliere come comportarci di fronte ad una situazione o un problema in maniera consapevole e non semplicemente reagire facendoci guidare da meccanismi automatici.  

2. La mindfulness ti aiuta a vivere a pieno il momento presente 

La nostra mente, per sua natura, è abituata a vagare nel futuro o nel passato

Nella vita di tutti i giorni, anche se non sempre ce ne rendiamo conto, i nostri pensieri sono rivolti a situazioni ed eventi della nostra vita che non sono quelli che stanno accadendo nel qui ed ora. 

Può capitare, ad esempio, che ci ritroviamo assorti nei nostri ricordi, rivivendo episodi che sono successi, magari pensando a come sarebbero andate le cose se avessimo agito in maniera differente. Questo meccanismo si chiama rimuginio ed è una tendenza piuttosto comune soprattutto di fronte a problemi o situazioni che ci preoccupano o che hanno avuto un importante impatto emotivo su di noi. 

Oppure, la nostra mente può essere anche rivolta al futuro, anticipando eventi che stiamo per vivere, cercando di analizzare tutte le alternative che potrebbero accadere oppure pianificando nel minimo dettaglio ciò che dovrebbe succedere. 

Spesso a questi pensieri si associano anche dei sentimenti di ansia o di forte stress che si riversano poi sul corpo facendoci percepire un senso di malessere come ad esempio dolori di stomaco, dolori al petto e via dicendo. 

Presente vs passato e futuro

Queste modalità di funzionamento della mente sono assolutamente normali e, in realtà, sono anche necessarie per affrontare alcuni aspetti della nostra vita. In alcuni casi però, soprattutto quando si associano ad emozioni negative, il vivere nel futuro o nel passato ci fa perdere qualcosa: ossia il momento presente. 

La mindfulness insegna proprio ad apprezzare ciò che stiamo vivendo nel qui e ora senza alcun tipo di giudizio e astenendosi dalla tentazione di voler cambiare le cose. 

Questo spazio, permette alla mente di calmarsi, di rallentare i suoi ritmi e, semplicemente, di essere. 

Il vivere l’esperienza del momento presente è uno dei più forti e impattanti benefici che la pratica di mindfulness trasmette a coloro che iniziano questo percorso. 

3. La mindfulness ti aiuta a stare meglio nel tuo corpo. 

Uno degli obiettivi della mindfulness è quello di ritrovare una sintonia con il proprio corpo, riscoprirlo nella sua interezza e viverlo a pieno. 

Questo significa, nella pratica, diventare consapevole di tutte le parti del proprio corpo (e sì so che questo può sembrarti scontato ma spesso le persone si dimenticano di alcune zone del proprio corpo o le trascurano) e registrare tutte le situazioni che insorgono momento per momento, accettandole per come sono e senza cercare di cambiarle. 

Inoltre, ci permette di diventare consapevoli dei propri limiti e di accettarli imparando a rimanere nelle tensioni e ad allontanarsi dalla tendenza a volerli superare ad ogni costo.

Benessere generale

Fare ciò ha innumerevoli effetti a livello fisico e contribuisce a un maggior benessere generale

In particolare, i primi effetti che si evidenziano dopo aver partecipato a un training di mindfulness sono un rallentamento sia del ritmo cardiaco che di quello respiratorio. Questo indica che il nostro corpo consuma meno ossigeno e che, quindi, i tessuti corporei sono maggiormente ossigenati e il nostro sistema cardiaco funziona meglio. 

Tra gli altri benefici fisici più a lungo termine troviamo un miglioramento del sonno e una regolazione del ritmo circadiano. Inoltre, il sistema immunitario si rafforza e si registrano anche benefici a livello cutaneo e muscolare. Se vuoi approfondire più nel dettaglio questi vantaggi, puoi leggere il mio articolo I benefici della mindfulness

4. La mindfulness ti aiuta a stare meglio con la tua mente. 

Oltre ad ottenere numerosi benefici a livello fisico, praticando la meditazione di consapevolezza si ottengono anche molti vantaggi a livello psicologico

Analizzando i tracciati cerebrali di coloro che praticavano la mindfulness con l’elettroencefalogramma si è riscontrato che vi fosse una prevalenza di onde alpha e onde theta. Queste onde, solitamente, si associano a stati di intenso rilassamento (sono infatti simili alle prime fasi del sonno), tuttavia i partecipanti non erano addormentati ma bensì vigili e coscienti di ciò che stava avvenendo intorno a loro. 

Questo è proprio quello che succede quando pratichiamo, la nostra mente si placa, trovando uno spazio di respiro in cui può fermarsi e adagiarsi sul momento presente. Si sperimenta uno stato di pace ma allo stesso tempo i nostri sensi e la nostra attenzione sono ben sollecitati e vigili, pronti a cogliere tutto ciò che arriva alla consapevolezza. 

Oltre a questa sensazione di calma, è stato riscontrato come, in coloro che praticano la meditazione, si verifichi una maggior sincronizzazione tra gli emisferi celebrali e questo indica un rafforzamento delle connessioni celebrali e una maggiore velocità di attivazione

Inoltre, aumenta la materia grigia di alcune aree esecutive come quelle deputate all’attenzione, alla concentrazione, alla memoria e ciò significa che il funzionamento di queste aree migliora. 

Altre evidenze riguardano una riduzione del volume dell’amigdala, un organo del nostro cervello che si occupa di valutare una situazione inaspettata decidendo se rappresenta o meno una minaccia. Questo non significa che non siamo più in grado di valutare i pericoli che ci circondano ma, al contrario, che questo sistema diventa più efficiente, valutando gli stimoli che sono davvero considerati minacciosi e riducendo i sentimenti di paura immotivati. 

5. La mindfulness ti permette di affrontare meglio lo stress e l’ansia

Come abbiamo visto in precedenza, lo stress e l’ansia spesso sono associati alla tendenza della nostra mente a vagare, rimuginando rispetto ad eventi del passato oppure anticipando preoccupazioni future. 

Lo stress e l’ansia, di per sé, sono due meccanismi fortemente adattivi che, se tenuti sotto una certa soglia, ci permettono di affrontare situazioni improvvise che richiedono un certo tipo di concentrazione o sforzo cognitivo oppure di affrontare situazioni di pericolo. 

Quando queste sensazioni persistono nel tempo e quando le “minacce” sono interne alla nostra mente anziché esterne, possono insorgere problematiche sia a livello fisico che psicologico. 

La mindfulness, insegnandoci a stare nel momento presente e ad affrontare in maniera diversa le situazioni spiacevoli, ci permette di affrontare in maniera migliore ciò che la realtà ci pone davanti riducendo così anche gli stati stressanti e ansiogeni. 

Questo è stato confermato anche da numerose evidenze scientifiche che hanno registrato un importante calo di cortisolo, l’ormone dello stress, in coloro che praticavano la mindfulness. 

6. La mindfulness ti aiuta ad affrontare i problemi in maniera diversa. 

Quando ci troviamo ad affrontare un problema, il nostro cervello analizza la situazione in cui ci troviamo in quel momento e quella in cui dovremmo arrivare. Poi passa in rassegna esperienze simili che abbiamo vissuto in passato per cercare se qualche strategia è risultata efficace e mette in campo le energie e le forze necessarie per poter raggiungere il proprio obiettivo. 

Questo nella maggior parte dei casi è un meccanismo molto efficace che ci permette di raggiungere i traguardi prefissati ma se ciò non succede la nostra mente può rimanere ingarbugliata in un circolo vizioso disfunzionale, continuando a rimuginare su ciò che avremmo potuto fare o interrogandosi cercando di comprendere cos’è andato storto, senza riuscire a trovare una soluzione. 

In altri casi, nonostante le nostre azioni ci permettano di raggiungere degli obiettivi, non è detto che le strategie utilizzate siano funzionali e qualora venissero riprodotte potrebbero anche complicare ciò che stiamo cercando di affrontare. 

Grazie alla mindfulness riusciamo a sganciarci da questi meccanismi automatici, concentrandoci su ciò che succede momento per momento e accettando le cose per come sono. Ciò non significa che ci rassegniamo alla realtà dei fatti, subendo passivamente ciò che succede ma, al contrario, diventando consapevoli di ciò che sta accadendo veramente possiamo decidere in maniera più efficace come agire per affrontare un determinato problema o uscire da una situazione che non ci fa stare bene.

Inoltre, insegnando alla nostra mente una diversa modalità di funzionare, che passa dalla modalità del “fare” a quella dell’”essere”, possono emergere soluzioni spontanee e imprevedibili, che spesso sono anche quelle più efficaci. 

7. La mindfulness ti aiuta ad avere un rapporto migliore con te stesso. 

Uno dei pilastri fondamentali della mindfulness è l’accettazione (se vuoi conoscere gli altri puoi leggere il mio articolo I pilastri della mindfulness). 

Accettazione dei propri stati mentali, delle proprie emozioni e sensazioni corporee, dei propri limiti, dei propri pensieri.

A volte questi aspetti possono essere positivi mentre altre volte possono suscitare in noi pensieri e sensazioni spiacevoli. In entrambi i casi l’atteggiamento insegnato dalla mindfulness è sempre lo stesso: accettare tutto ciò che succede senza cedere alla tentazione di cambiare la situazione in cui siamo. 

Questo è uno dei compiti più difficili che ci richiede la mindfulness, perché, per naturale tendenza, noi solitamente siamo orientati all’attaccarci alle situazioni positive e ad evitare quelle negative. 

Accettazione non è rassegnazione

Accettazione, inoltre, non significa rassegnazione! Anzi, più siamo consapevoli di ciò che siamo più possiamo scegliere come rapportarci a ciò che succede nella nostra vita. 

Un altro pilastro importantissimo per la mindfulness è il non giudizio. Oltre all’accettare ciò che succede momento per momento, durante le pratiche si impara a non giudicare quello che avviene nel presente ma a lasciare semplicemente che sia. Questo aspetto è di fondamentale importanza per migliorare il rapporto con noi stessi, permettendoci davvero di accettarci per quelli che siamo. 

I benefici di questo tipo di relazione verso noi stessi sono molteplici e sono sostenuti da innumerevoli evidenze scientifiche. Tra queste è stato riscontrato che, coloro che praticano la mindfulness presentano livelli di attivazione più alti in quelle aree che si occupano di elaborare i sentimenti positivi e si verifica una riduzione nelle aree legate ai sentimenti negativi. 

Questo perché, durante la pratica della mindfulness, vengono forniti degli strumenti per prendersi cura delle emozioni negative come, ad esempio, la rabbia o la paura, non lasciando che intacchino la propria sfera personale e permettendo di preservare un maggior benessere psicologico. 

8. La mindfulness ti aiuta ad avere un rapporto migliore con gli altri

Oltre al rapporto con se stessi, la mindfulness aiuta a migliorare anche il rapporto con gli altri. Questo avviene grazie al fatto che, durante le pratiche di mindfulness, si impara a tenere sotto controllo i sentimenti di aggressività e di rabbia riducendo così i nostri stati di attivazione “reattivi” di fronte a un problema o a un torto che magari pensiamo di aver subito. 

Si apprende, inoltre, ad avere uno stile di relazionarsi e di comunicare con le persone più assertivo. Questo significa che nell’entrare in relazione con gli altri impariamo a preservare i nostri bisogni, desideri e necessità senza venire invasi dai bisogni e dalle necessità dell’altro e senza, a nostra volta, invadere la sfera personale della persona che abbiamo davanti. 

Questo ci porta anche ad affrontare i conflitti in maniera totalmente diversa, riuscendo a comprendere e ad accettare il punto di vista dell’altra persona ma allo stesso tempo mantenendo i nostri valori, cercando quindi di arrivare ad un punto di incontro o a un compromesso. 

Inoltre, alcune pratiche meditative, come ad esempio la meditazione della gentilezza amorevole o metta, permettono di coltivare un atteggiamento diverso sia verso noi stessi che verso gli altri, augurando sentimenti positivi a coloro che ci sono vicini ma anche nei confronti di chi può aver messo a dura prova la nostra pazienza o con il quale abbiamo una relazione difficile. 

Con il tempo, grazie a queste meditazioni si può arrivare anche a perdonare persone che ci hanno fatto del male, liberandoci così da quei sentimenti negativi come l’odio o il rancore e lasciando andare i ricordi dolorosi. 

9. La mindfulness ti aiuta a trovare il giusto equilibrio vita-lavoro 

Nella società di oggi, uno dei problemi più diffusi è quello di non riuscire a bilanciare adeguatamente la propria vita personale o professionale.

Spesso, infatti, succede che le preoccupazioni rispetto al nostro lavoro intacchino la nostra sfera privata anche al di fuori dall’ufficio oppure che, viceversa, problemi che possiamo avere nel nostro privato non ci permettano di essere efficaci e produttivi sul posto di lavoro. 

Trovare l’equilibrio con la mindfulness

La mindfulness ci insegna a lasciare andare tutte le preoccupazioni o le ansie per concentrarsi sul momento presente e l’importanza di dedicare a ogni cosa un tempo e un momento giusto. 

Oltre a questo, la mindfulness aiuta a passare dalla modalità del “fare” a quella dell’”essere”. In questo modo possiamo distanziarci dalla tendenza di dover sempre occupare il nostro tempo con attività orientate alla produttività e al raggiungimento di obiettivi, talvolta anche ambiziosi e perfezionistici, in favore di attività che ci nutrono e alimentano il nostro benessere. 

Stare nella modalità dell’essere ci permette di vivere ciò che stiamo facendo in quel momento, senza farci distrarre da altri pensieri o da altre preoccupazioni. Inoltre, ci permette di ascoltarci di più diventando consapevoli di quelle situazioni che potrebbero mettere a dura prova il nostro equilibrio.

Oltre a questi benefici chi pratica la mindfulness vede aumentare la materia grigia in aree esecutive deputate alla regolazione dell’attenzione, della concentrazione e della memoria. Queste sono tutte funzioni che possono essere molto utili per il nostro lavoro e che ci possono aiutare a raggiungere i nostri obiettivi di produttività. 

Infine, anche il sapere affrontare i problemi in maniera diversa aprendo la nostra mente a soluzioni alternative e non scontate può esserci di aiuto qualora ci troviamo ad affrontare un compito o un problema.

10. La mindfulness aiuta ad approcciarti in maniera diversa alla sofferenza o al dolore

La tendenza della nostra mente di fronte alle situazioni negative o dolorose è quella dell’evitamento. Infatti, quando ci troviamo dinnanzi a una situazione spiacevole cerchiamo sempre metodi alternativi per distrarci o ricorriamo a medicinali e pratiche per affrontare il dolore e la sofferenza. 

Queste azioni possono essere efficaci nel breve termine ma non portano a soluzioni efficaci e con il tempo la situazione può anche accrescere e peggiorare ciò che ci affligge.

Con la mindfulness si apprende un modo nuovo per approcciarsi alla sofferenza e al dolore.

Anche se il dolore o la sofferenza non vengono ridotti direttamente dalla pratica, vengono modificate le nostre reazioni di fronte al problema portandoci ad affrontarlo in maniera più efficace e aumentando così le nostre capacità di fronteggiare queste sensazioni. 

Con la mindfulness impariamo ad accettare la sofferenza, il dolore e tutte quelle situazioni spiacevoli che possono insorgere nella nostra vita, lasciando che siano così come sono e non cercando a tutti i costi di far sì che la situazione sia diversa. 

Con la pratica ci accorgiamo che l’energia e il tempo che mettiamo in campo per affrontare queste problematiche sono maggiori di quelle che useremmo se invece ci limitassimo ad accettare le cose per come sono. 

Anche in questo caso, accettazione non significa rassegnazione, bensì piena consapevolezza di ciò che sta avvenendo nella nostra mente, a livello di pensieri ed emozioni, e nel nostro corpo, a livello di sensazioni corporee.

Ed è proprio attraverso il lavoro sul corpo che possiamo andare a lavorare sulla sofferenza e sul dolore.

Affrontare sofferenza e dolore con il lavoro sul corpo

Attraverso la mindfulness ci si rende contro che ogni emozione difficile e ogni situazione spiacevole ha un “punto di aggancio” nel nostro corpo. Concentrando la nostra attenzione in quei punti riusciamo a spezzare il meccanismo di rimuginio che sovraccarica la nostra mente alimentano il pessimismo e la sofferenza e ci apriamo a una modalità nuova di accogliere le sensazioni, accettandole e “respirandoci dentro” notando come queste si ammorbidiscono grazie al respiro e si affievoliscono. 

Questa tecnica ha numerose evidenze scientifiche che la sostengono tanto da essere usata per il trattamento del dolore cronico, nel fine vita, nella cura di persone affette da cancro, AIDS, problemi respiratori e cardiologici e innumerevoli altri ambiti applicativi. 

Conclusione 

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo! 

Spero che tu possa aver compreso meglio in quanti modi la mindfulness può portare dei benefici e vantaggi nella vita di coloro che la praticano e può offrire strumenti importanti per fronteggiare le situazioni quotidiane. 

Se questo articolo ha suscitato in te la curiosità e vuoi approfondire alcuni argomenti che ho trattato qui brevemente ti invito a visitare le diverse categorie che trovi sul mio blog. 

Se, invece, stai pensando di intraprendere un percorso di mindfulness ma non sai da dove iniziare e vorresti un consiglio di un esperto, puoi contattarmi usando il modulo che trovi qui sotto o nella sezione contatti. Potremo fissare un appuntamento per comprendere al meglio la situazione e trovare la soluzione che fa al caso tuo. 

Inoltre, se già pratichi ma vorresti migliorare la tua pratica oppure ricevere preziosi consigli e suggerimenti oppure se vuoi rimanere sempre aggiornato sulle novità, ti invito ad iscriverti alla mia newsletter, otterrai tanti consigli e audio guide utili a strutturare la tua pratica.

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